Il 25 aprile 2016 a Jesi

1234Il 25 aprile ortodosso, che arriva un po’ dopo, mi veniva da scherzare questa mattina, perché a causa delle condizioni incerte del tempo il corteo è partito da un diverso punto del corso cittadino e con un po’ di anticipo, mentre molte persone non informate a tempo erano ancora in attesa di partire, con tanto di bandiere e striscioni, da un altro luogo. Niente male, ne è venuto fuori un corteo doppio, o in due parti, entrambe affollate, a cinque minuti di distanza una dall’altra, che poi si sono ricongiunte davanti alla sede comunale, nel cui atrio era prevista l’orazione ufficiale, introdotta da un intervento non di circostanza ma ampio e articolato del Vice Sindaco. Ancora più ampia, articolata e puntuale l’orazione di Ero Giuliodori, di largo respiro storico e civile, capace di rievocare  e sottolineare la coralità popolare attorno alle vicende e alla storia di allora, e non solo di allora, anche attraverso la citazione di tanti concittadini, di diversa area politica antifascista, che combatterono e morirono durante la Resistenza sui nostri monti, o che conobbero il confino o la galera fascista oppure parteciparono alle prime impegnative fasi della ricostruzione. Molti i temi toccati nell’orazione, con una sottolineatura specifica al valore morale e civile, al ruolo allora e alla attualità ancora oggi della Resistenza, contro qualsiasi sbavatura che periodicamente si affaccia per annacquarne o distorcerne il significato. Il tutto espresso con un linguaggio asciutto ed essenziale, appassionato, incisivo e al tempo stesso sobrio, sempre estremamente chiaro. Pochissimi gli accenni ai problemi dell’attualità immediata di oggi – non nominati o elencati esplicitamente ma che sembravano ugualmente presenti e sottintesi dentro all’impegno civile richiamato – con una chiusura finale dedicata però a ricordare e rendere onore a Giulio Regeni.

Le incertezze del tempo non hanno impedito lo svolgersi nemmeno della manifestazione La memoria va in bici, con i ragazzi delle scuole medie di Jesi e di Moie, un appuntamento importante e già in svolgimento qui in città nel giorno del 25 aprile da alcuni anni. Il programma iniziale mi pare che sia stato ridotto, mantenendo però la visita in bici ai cippi e altri luoghi importanti per la memoria del territorio, spostandosi poi in auto al luogo del pranzo e del concerto.

Il tutto, compreso in un calendario di iniziative più ampio, sviluppato in queste giornate, pubblicizzato e promosso anche con uno specifico appello lanciato nei giorni scorsi in occasione di un’assemblea di associazioni e singoli cittadini per discutere di alcuni avvenimenti di stampo fascista e xenofobo verificatisi a Jesi, e conclusa con l’impegno di “lavorare per creare una rete antifascista tra associazioni, forze politiche, sindacati, movimenti e singoli cittadini allo scopo di progettare iniziative a livello cittadino che coinvolgano, tra gli altri le scuole e i migranti, e che contribuiscano a ricostituire un tessuto sociale sui valori che sono a fondamento della nostra Costituzione.”

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