Linea Gotica in solitaria, niente staffetta

yAGOSTO 2013 – Sì, c’è un ciclista che sta pedalando solitario, senza staffetta, da ovest verso est lungo la Linea Gotica, sul nostro stesso percorso della Staffetta della memoria. Un viaggio diverso dal nostro (vedi il diario del 2012 e del viaggio 2013), di gruppo, di appuntamenti, incontri, deviazioni, soste per visitare musei o postazioni, o anche scoprirne di nuove, come hanno fatto questo aprile i nostri ciclisti in transito nelle foreste alte del Casentino. Quello in corso proprio ora è un viaggio in solitaria, a misurare le pedalate da soli, una dopo l’altra. E un altro tipo di sguardo. Ce lo racconta Massimiliano Lamberti, partito il 1° agosto da Marina di Massa (ne parlavo la sera prima, mentre presentavo il mio libro a Cupramontana) Non conosco di persona Massimiliano, mi ha scritto qualche giorno fa tramite FB, questo terribile feticcio dell’era moderna, e gli ho chiesto di mandarmi il suo diario, per raccoglierlo qui e condividerlo. Attraverso il suo diario  potrò conoscerlo un po’ di più anch’io, insieme a chi ci legge, e attraverso il suo racconto vedere magari altre angolazioni della Linea Gotica. Chissà? La prima sera però non ho trovato nulla sulla mia casella di posta e la mattina dopo, sempre con il terribile FB, un breve scambio di messaggi:
– Allora, sei partito davvero?
– Sì, ora sto pedalando verso San Marcello Pistoiese; c’erano problemi nello spedire email ieri sera, ci riprovo tra poco.”
Ed ecco finalmente il diario di Massimiliano, dei primi due giorni, e le foto della sua bici.

CASTELNUOVO DI GARFAGNANA, 1 AGOSTO
Castelnuovo di Garfagnana, sera. L’eco delle ultime parole si è spenta da poco, trasformandosi in un parlare sommesso che proviene dal piano di sopra. Località Palazzetto. Paolo e Cristina sono due persone fantastiche: attente, disponibili, di compagnia. Mi hanno messo a disposizione un intero appartamento e mi terranno la macchina fino al mio ritorno. I gesti sono calmi, la parole misurate. Nessun formalismo, nessuna distanza. Persone desiderose di conoscerne e di farle sentire a loro agio. Con loro kira, cucciolotta di 14 mesi, giocherellona e con due occhi che parlano. Si è parlato di tutto: vita, viaggi, libri, sport, sogni, progetti. Tutto in un arricchimento reciproco che ci ha portati ben oltre le undici di sera. Domani inizia il viaggio: 5 anno consecutivo con portapacchi, pedali e voglia di vedere il mondo. Secondo viaggio in solitaria. Mi regalerà le stesse emozioni e la stessa fiducia del Cammino di Francesco 2012? Assurdo anche pretenderlo. Ogni viaggio è storia a sé. Linea Gotica: sono curioso. In paese pochi accenni eppure se chiedi la gente ti risponde e si illumina. Domani si comincia, ma adesso non riesco a non pensare e a non ringraziare in eterno coloro che mi vogliono bene.

SAN MARCELLO PISTOIESE (CAMPO TIZZORO) 2 Agosto 2013
Caldo. Sale dall’asfalto e sembra quasi volermi avvolgere. La salita verso La Lima è facile ma interminabile. La gamba è buona ma i bagagli non aiutano. Massi enormi appena più in basso dei guardrail. Acqua limpidissima, gente che si tuffa. L’estate è anche questo. San Marcello si staglia in alto, sulla destra. Un torrione in pietra a dominare la scena e case raggruppate attorno. Borgo a Mozzano e Bagni di Lucca sono un ricordo vecchio di pochi chilometri. La strada 12 era invasa dai camion ma, chiudendo gli occhi, non sono riuscito a non immaginare la TODT, i lavoratori coatti, la ritirata per la rottura del fronte. Secolo scorso, anni 40, ma qui dove oggi i camion dettano legge le cicatrici vivono ancora tra i ricordi tramandati. “Vieni oltre il ponte, tranquillo è tutta discesa”. Veneranda, la mia ospite di questa sera, cerca di incoraggiarmi, ma la strada sale impietosa: passo dell’oppio, gambe ormai vuote e la drammatica consapevolezza che le barrette energetiche dopo un po’ non servono più a niente. Casa su due piani, semplice, viva, ricca di colori. Veneranda corre da una parte all’altra, mi taglia il melone, prepara il pane e una crostata e, accudendo il figlio, mi prenota una visita guidata al museo della SMI. Resto affascinato e rapito: un mondo parallelo, una città su due livelli, lavoro per 10.000 persone, una rete di gallerie e di vite che si sono succedute negli anni e ragazzi appassionati che, sera dopo sera, raccontano con una passione che ti colpisce. Resto a parlare con Carlo, il marito di Veneranda. Le ore si fanno piccole: sport, basket, politica, lavoro, turismo, gatti A un certo punto mi guarda: “ma domani a che ora parti?” “Alle otto e mezzo” “Allora vai, buon viaggio e dai una carezza da parte mia alla tua gatta”. Me lo dice facendo capolino dalla base delle scale. Io sono in cima. Sorridiamo entrambi. Buonanotte

3 agosto: Anteprima del diario
47723_10201731641681095_632703435_n - Version 2Anteprima del diario del terzo giorno, da un messaggio del pomeriggio: “Sto andando verso Vernio, ho appena attraversato la riserva di Acquerino. Favolosa!!” La foto invece Massimiliano l’ha inviata durante una pausa della notte o dell’alba: “E’ sfuocatissima, oggi cerco di farne una decente”. Sì, quando si viaggia gli ‘effetti speciali’ e i mezzi tecnici si affinano un po’ alla volta, come trovare un po’ alla volta il giusto passo nel pedalare.  Leggendo il diario trovo davvero angolazioni diverse rispetto al viaggio della Staffetta (vedi il libro della Staffetta, il diario del 2012 e del viaggio 2013, la guida), ma come dice Massimiliano “ogni viaggio è storia a sè” (anche lui ne ha accumulati diversi, ecco qui i suoi diari). Ogni viaggio ha il suo modo di iniziare ad animarsi e popolarsi di persone, incontri e suggestioni, l’importante è cogliere le giuste tracce e da lì andare avanti. Intanto ecco la nuova foto, dalla foresta dell’Acquerino.

SAN MARCELLO PISTOIESE – SAN QUIRICO DI VERNIO 3 AGOSTO 2013
“…ciao Massimiliano, sono Anna dell Agriturismo: quando stai per arrivare chiamami che lego il cane…”. Il messaggio mi arriva lungo la discesa per Luogomano, all’arrivo mancheranno si e no 10 km. Fa caldo, si muore. Per fortuna però ho attraversato parecchie strade alberate e ho avuto un minimo di riparo. Temevo molto questa tappa: non avevo idea di come avrebbe retto il fisico a una serie di salite ravvicinate tra loro. Tutto sommato è andata bene. Pronti via ed ecco la forestale per i Campi di San Giuliano. Sale dolce, ombreggiata, regolare. Atmosfera da favola: solo qualche insetto a svolazzarmi davanti agli occhiali e silenzio di quello che ti fa stare bene. Su verso Piloni, sterrato, qualche pozza. Scendo a spingere: la salita è ripida. Dura poco ma è una tortura di gambe dure e insetti diventati più aggressivi. Passo della Collina: un bivio, un bar, un giardinetto, bimbi che giocano e tre biker che mi salutano. Giù in discesa verso Acquerino, poi salita. Mi superano ma, non so come, riesco a non perderli di vista e, a metà salita, li raggiungo. Dobbiamo arrivare a quota mille, meglio avere compagnia. Mi studiano, ma non dicono nulla. Io, per rispetto, mi tengo sempre in ultima ruota. Alla fine la chiacchierata nasce spontanea: “dove te ne vai così zavorrato?” Racconto del mio viaggio e dei viaggi passati in un clima che si fa sempre più cordiale. I ragazzi sono di Pistoia, padre e due figli. Mi accompagnano sino al bivio per Cascina Spedaletto. La riserva di Acquerino è un mondo fatato: mi fa tornare indietro di un anno. Stessi rumori (i sassi sbriciolati sotto le ruote), stesse sensazioni (libertà) della tappa che, nel 2012, mi portò a Gubbio. Mi siedo su un parapetto e la assaporo, grato di un momento del genere. Incontro un gruppo di capre al pascolo e, da lontano, arrivano i guaiti di un cane. Discesa, aria in faccia. San Quirico, salita: giù a destra. Sono arrivato.

DOMENICA  4 AGOSTO
Tappa impegnativa. Massimiliano è partito da Vernio, provincia di Prato, per salire su verso i passi della Futa e del Giogo (dove all’inizio di settembre del 44 ci fu lo sfondamento nel settore centrale della Linea Gotica), per arrivare in tarda serata (complice qualche strada di troppo) a Marradi, il paese del poeta Dino Campana. Vernio si trova all’imbocco della galleria Direttissima, che dopo 18 km esce a San Benedetto Val di Sambro. Max ci ha pedalato sopra, sulle strade e i sentieri che la scavalcano. Che coincidenza, il 4 agosto è proprio l’anniversario della strage del treno Italicus, nel 1974.
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LUNEDI’ 5 AGOSTO
da Marradi (Fi) a Stia (Ar), attraversando il Parco del Falterona.

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MARTEDI’ mattino, 6 AGOSTO
da STIA a BADIA TEDALDA, il paese che è diventato un po’ il campo base della nostra Staffetta della Memoria, con il suo parco storico.
Forza Max, oramai ci sei ! Per l’aggiornamento dei diari ancora un po’ di pazienza: è dura la vita del ciclista scrittore: “Tranquillo non mi sono dimenticato di te! È che anche ieri sera sono arrivato veramente stanco. Sono a Stia, ai piedi del passo della Calla. Qui girarono buona parte del “ciclone”. L ho scoperto ieri sera dal gestore del ristorante. Stasera arrivo a Badia Tedalda. Caldo assassino!!! Ti allego un paio di foto”.

MARTEDI’ sera, 6 AGOSTO: (quasi) BADIA TEDALDA !
“Arrivato! Anche oggi il brivido dell imprevisto. Quando prenoto l’agriturismo mi dicono (e leggo sul sito) che è a Badia Tedalda. Io arrivo, chiamo e… no, deve tornare indietro 11 km perché noi siamo in una frazione… ma dirlo prima??? Ho l’eritema alle mani (a Marradi ho perso un guanto)”.
Il brivido dell’imprevisto: con questo caldo !  Come nel gioco dell’oca: hai sbagliato l’arrivo, torna indietro di tre caselle ! Lasciamolo rinfrescare e poi risistemare con calma la cronaca delle ultime tappe. Impresa eccezionale Max, pensando ai km, alle salite e alle temperature di questi giorni. Poi rimarranno solo le emozioni migliori. Intanto, come commento a tanta fatica centellinata una pedalata dietro l’altra, mi viene da ricordare un grande del ciclismo, che ha percorso in un lungo e in largo queste strade; lo cito da un articolo del Corriere della Sera, ma c’è in rete anche una bella intervista al figlio:
Gino Bartali, in quel tragico autunno del ‘ 43, era già un simbolo per l’ Italia dei due pedali, e non solo. Aveva vinto il Tour de France del ‘ 38 e una miriade di altre corse. Ma soprattutto aveva già maturato quella fede che lo accompagnerà fino alla morte quando, anziché le tante maglie di campione, volle portarsi nella tomba solo il mantello da Terziario carmelitano. Inevitabile che venisse coinvolto nella rete di Nissim e degli Oblati. «Il suo compito – racconta il figlio Andrea – era quello di portare nelle tipografie clandestine le foto e le carte per fabbricare i documenti falsi. Arrivava al convento, smontava la bici, infilava il materiale nella canna centrale e ripartiva. Oppure faceva da guida, indicando le vie meno note per raggiungere alcune località del Centro Italia». Partiva sempre da Firenze, con la sua bici da corsa e la maglia con la scritta «Bartali»: «Se lo fermavano, diceva che si stava allenando. In realtà, i fascisti della zona qualche sospetto lo nutrivano su di lui, ma non avevano il coraggio di arrestarlo: avrebbero rischiato una sollevazione popolare». Pedalava, il grande Gino, per colli e campi: su ad Assisi, al convento dei fraticelli, in Umbria, nelle Marche, «fino ad arrivare a Roma, se necessario». Una volta rischiò grosso: «Le camicie nere lo convocarono a Villa Triste, luogo di torture a Firenze, e gli fecero capire di stare lontano da certi ambienti cattolici. Lui rispose alla sua maniera: “Io faccio quello che mi sento”. Poi però tornò a casa e ci disse “Ragazzi, ci si va a nascondere in un paesino vicino ad Arezzo…”». La famiglia andò. Lui no: rimase fino all’ ultimo con Nissim e la sua rete.”

MERCOLEDI’ 7 AGOSTO, ultima tappa: da Caprile (Badia Tedalda) a Pesaro.

Ieri a Pesaro c’è stata la quarta tappa del primo Giro Ciclistico della Brigata Maiella, da Pescara a Bologna; sono transitati per le Marche negli ultimi due giorni, di emergenza caldo, negli stessi giorni dell’anno in cui nel 44 le truppe alleate si posizionavano lungo il fiume Foglia, in attesa dell’attacco alla Linea Gotica. Ho seguito in questi giorni anche il diario di questo giro ciclistico dedicato alla Brigata Maiella, lungo itinerari storici: scrivono così:  “Pesaro aria immobile… Ci sono situazioni in cui lo devi ammettere, vorresti solo arrenderti, lasciarti andare, finirla lì, permettere agli eventi di sopraffarti, perché non trovi più nulla in te che ti dia la forza di combattere. Oggi abbiamo avuto la nostra Montecarotto e non ci siamo arresi. Siamo felici di essere ancora qui e domani ci attende l’ultima battaglia…forse… AVANTI MAIELLA!”  Un vero giro ciclistico, agonistico, così diverso dalla nostra Staffetta della memoria ma ugualmente arricchito da tante iniziative alla sera, che si possono seguire dalla pagina FB dei Guasconi. Per un solo giorno Max il solitario non li incontra a Pesaro. Anche lui con esperienze agonistiche alle spalle, questa volta ha deciso di gareggiare con se stesso: “Arrivo al mare e mi tuffo con tutta la bici” scrive in un suo post sulla sua pagina FB, prima di inviare questo breve:  “Aggiornamento mattutino: è dolce il risveglio dell’ultima tappa. Iniziano a passarmi davanti tutti i momenti e le difficoltà superate. Oggi lo posso dire: sono tre tappe che pedalo con la ruota davanti semi bloccata (non so se ho rotto la pinza del freno o altro). Sono riuscito a sistemarla con la disperazione e sono andato avanti. Oggi è l ultima ma un bravo grosso così inizio a dirmelo già da ora.”

MERCOLEDI’ 7 AGOSTO: e ritornammo a vedere il mare
“Ora che sai che vivere non e’ vero  che c’e’ sempre da scoprire e che l’infinito è strano ma per noi, sai tutto l’infinito finisce qui!  (Vasco) –  CE L’HO FATTA!!!!!!!!!!!! ”

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