Contadini e fotografi, ricordando Melissa (1949)

973_me_n_a01_b185_05 “Io devo l’ispirazione più profonda al mio lavoro di pittore alla consuetudine di vita, dei contadini della Calabria in particolare e di quel piccolo paese dell’antico marchesato di Crotone che ha il nome Melissa. In questo paese, voi ricordate, sono ormai quasi vent’anni, caddero sul feudo di Fragalà due contadini poveri e una giovane donna, in quel grande movimento di occupazione delle terre incolte, guidato dal Partito comunista, dal Partito socialista, dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori”.
cd1072Sono parole del pittore e fotografo Ernesto Treccani, dal saggio Arte per amore, del 1973.  Una delle località a cui Treccani si è maggiormente legato è Melissa, nel marchesato di Crotone, nota alle cronache, per chi è attento a questo tipo di storie d’Italia sempre più dimenticate, dell’eccidio del 29 ottobre 1949, durante un’occupazione di terre non coltivati dei tanti latifondi della zona. Muoino tre persone: Angelina Mauro, Giovanni Zito e Francesco Nigro. La violenza e il clamore di questo eccidio fa quasi dimenticarne un altro, accaduto appena il giorno prima a pochi chilometri da qui, a Isola di Capo Rizzuto, dove è rimasto ucciso il sindacalista Matteo Aceto.
In questi giorni cade il 66° anniversario: sembra tantissimo, come se parlassimo di un’Italia precedente. Fu una delle tante occupazioni e delle tante lotte contadine degli anni del dopoguerra, e anche purtroppo uno dei tanti eccidi e fatti di repressione di quelle lotte, che coinvolsero ogni regione d’Italia, ciascuna con le sue specificità, dai grandiosi scioperi dei braccianti alle mobilitazioni per il superamento della mezzadria, agli scioperi a rovescio per far applicare l’imponibile di manodopera e avviare lavori di miglioria di utilità pubblica.
Furono molti anche i fotografi, e non solo i fotografi, che in quegli anni seguirono e documentarono questa Italia battagliera, che faceva di tutto per non rassegnarsi, e anche Italia di “passaggio”, nel senso che di lì a poco fu comunque obbligata a prendere la via delle grandi migrazioni verso le miniere e le fabbriche del nord Europa e del nord Italia, o verso le città in genere, con l’abbandono delle campagna e il venir meno di un intero mondo.
Cercando in rete le foto e le immagini di Ernesto Treccani mi sono imbattuto per caso nel blog di un fotografo di oggi, Federico Barattini, che non conoscevo, e nella sua documentazione di una nuova realtà agricola odierna, quella di Mondeggi nel centro Italia, che ugualmente non conoso ma che mi sembra di buon auspicio legare insieme a questi ricordi; così come sono legati nel blog citato, dove alla galleria fotografia di “oggi” segue una galleria fotografica di “ieri”, nella quale la prima di queste foto è un ritratto di Rocco Scotellaro, seguito da una foto dei braccianti di Montescaglioso (Matera) e poi di un manifesto della Cgil per commemorare l’uccisione di Giuseppe Novello: apertura più che giusta per una galleria fotografica sull’argomento; seguono poi numerose foto di Ernesto Treccani su Melissa e alcune altre, di altri fotografi da altre zone d’Italia, sempre negli stessi anni.

È sempre importante ricordare il passato? All’eccidio di Melissa dedicò una canzone anche Lucio Dalla, nel 1973, ventiquattro anni dopo i fatti, intitolata Passato Presente: “Il passato è un fuoco che brucia i pensieri”, recita uno dei versi, a cui risponde: “il presente è un aratro che scava dentro il cuore”. Sono trascorsi più di quaranta anni dalla canzone, sembra ancora di oggi.

La foto riportata in alto è appunto di Ernesto Treccani, con i contadini di Melissa nel 1950, così come il quadro “La lunga strada”, del 1951.

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https://tulliobugari.wordpress.com/
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