Il gigante

Il suono di una voce mi ha fatto tornare in mente, ora, un ragazzo pugliese grande come l’anta di un armadio che conobbi durante la naia, in quegli anni in cui credi già d’essere padrone della vita. Addirittura filosofeggi. Io mi stavo laureando in filosofia. Avevo con me in caserma la mia tesi di laurea, già pronta, per rileggerla in vista dell’esame. Un ragazzo di Napoli, analfabeta, un certo “Coniglio” ma forse non era nemmeno questo il suo vero nome, quando mi vide col librone in mano esclamò con genuina meraviglia: “Maronna, ma l’hai scritto tutto tu, proprio tutto tutto?” “Sì, non ho saltato neanche una pagina” avevo risposto ironico, ma sull’ironia e sulla vita Coniglio era di molte spanne davanti a me, spariva per giorni interi, una volta lo beccarono fuori regione in un mercatino rionale di Milano che vendeva camicie e zaini militari a un buon prezzo.
Il gigante era analfabeta ma diverso da Coniglio, più tranquillo e sedentario. S’imboscava spesso pure lui ma potevi indovinare sempre dove trovarlo. Aveva nelle braccia una forza che non era solo delle braccia ma di qualcosa d’altro nascosto dentro di lui, come una voglia di giocare o stupire, così, per semplice amicizia…. continua QUI

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