Un nobel per la pace

Ricevo, insieme a tanti altri, dall’amico Mario Boccia questo invito a promuovere, e volentieri lo inserisco in questa sezione del mio blog.

Cari e care,
vorrei segnalarvi il nuovo sito della Cooperativa Insieme: www.coop-insieme.com
Visitandolo, spero che sia chiaro perché considero da Nobel per la Pace questa esperienza, nata in Bosnia Erzegovina. Sono partite in dieci nel 2003 e oggi rappresentano una possibilità concreta di lavoro per cinquecento famiglie nella zona di Bratunace Srebrenica. Nel sito c’è la loro storia, le linee dei prodotti e un’ampia rassegna stampa.
Bosnia Erzegovina: COOPERATIVA INSIEMEPordenonePordenoneTre anni fa la Cooperativa era sull’orlo della chiusura. L’impegno degli amici di sempre (una vera rete capillare di sostegno), di alcune istituzioni locali e l’incontro con i nuovi amici di Coop-Italia, Alce Nero e Altromercato (e altri che si aggiungeranno), hanno fatto in modo che i loro prodotti venissero apprezzati per l’alta qualità, oltre al valore solidale che rappresentano.
La linea delle confetture extra di piccoli frutti è oggi reperibile presso alcuni punti vendita di Coop-nord-est (nelle foto allegate: l’iper-coop di Pordenone); la linea di confetture e succhi bio è invece reperibile nei punti vendita e sul sito di Altromercato (ulteriori punti vendita saranno segnalati appena possibile nel sito della Cooperativa).
La linea delle confetture extra di piccoli frutti è oggi reperibile presso alcuni punti vendita di Coop-nord-est (nelle foto allegate: l’iper-coop di Pordenone); la linea di confetture e succhi bio è invece reperibile nei punti vendita e sul sito di Altromercato (ulteriori punti vendita saranno segnalati appena possibile nel sito della Cooperativa).
Essere riusciti ad arrivare sugli scaffali della grande distribuzione è importante, ma non è sufficiente. Per essere scelti dal pubblico, i prodotti della Cooperativa hanno bisogno di essere conosciuti. In due parole: manca la pubblicità. Per questo vi chiedo di contribuire a colmare questa lacuna di comunicazione. Non mi rivolgo quindi solo ai colleghi giornalisti, ma al passa-parola on-line e a quello, caldo e diretto, “a voce”.
Il primo vasetto di marmellata o il primo succo di frutta possono essere acquistati per solidarietà, ma la seconda volta saranno acquistati solo se sono buoni. La scommessa da vincere è quella sulla seconda volta, cioè sulla qualità del prodotto. Per questo bisogna farle assaggiare il più possibile.
Naturalmente non dimentichiamo che, oltre ad essere ottimi e sani, questi prodotti hanno un importante valore aggiunto.
Questa esperienza nasce in un luogo dove sono stati eseguiti crimini gravissimi. Queste donne si sentono un unico popolo, figlio di diverse tradizioni, e non si sono lasciate dividere dall’odio nazionalista, né dal dolore e dal rancore per i lutti della “pulizia etnica”. Hanno ripreso a lavorare insieme, come il nome che hanno scelto per la loro cooperativa.
Con il loro esempio, ci forniscono argomenti per contrastare la cultura dell’esclusione violenta di ogni diversità, mai così forte anche da noi, in tempi di crisi. Parlando di loro possiamo ragionare su grandi temi come la pace e il diritto di cittadinanza. In sintesi, credo che noi e loro siano termini usati impropriamente. Siamo un “noi collettivo” che difende la qualità della vita nell’Europa che vorrebbe.
Un saluto a tutti e tutte voi,
Mario Boccia

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