Ospitalità

“Dimmi cosa calzi e ti dirò per cosa marci”
di Loretta Emiri
“Ospitalità” (nel senso che a questa parola da il filosofo Derrida) per ospitare scritti non miei. Mi ha stimolato così, e la ringrazio per questo, l’amica Loretta Emiri, inviandomi (affinché lo conoscessi e inserissi nel blog) il capitolo intitolato “Dimmi cosa calzi e ti dirò per cosa marci”, tratto dal suo libro ancora inedito “A passo di tartaruga”. Me lo ha mandato anche perché contiene riflessioni su un argomento di cui mi sono occupato e mi sto occupando  con il libro Jugoschegge, e cioè la guerra del Kossovo e i bombardamenti su Belgrado nel 1999. Sono riflessioni nate dalla partecipazione alla marcia per la pace da Perugia ad Assisi nel 1999, per protestare contro quella nuova guerra della Nato; lei  era lì con alcuni amici brasiliani.  Sono tanti i percorsi che s’intrecciano. Ecco qui il testo del capitolo.

“L’anniversario degli sciacalli”
di Lucia Vastano
Ed ecco il secondo articolo ospitato in questa pagina. Dell’amica Lucia Vastano, giornalista e scrittrice, da molti anni attiva a fianco delle genti di Erto e Casso e degli altri paesi vittime della tragedia del Vajont. Li ho conosciuti, lei e gli altri amici “Cittadini per la memoria del Vajont”, in occasione dell’ultima edizione della notte bianca della memoria, a ridosso del 49° anniversario, che cade il 9 ottobre. In quell’occasione è stato presentato il suo libro I palloncini del Vajont, storia di una diga cattiva”: il racconto di un nonno alla sua nipotina. Gli attori Omar Rottoli e Silvia Bonifacio ne hanno recitata una parte, molto commovente,  con l’accompagnamento musicale di Martina Locatelli.  Qualche anno prima Lucia ha scritto anche “Vajont, l’onda lunga“, un lungo racconto non solo della tragedia e delle sue cause ma anche dei duri quaranticinque anni successivi, ancora non conclusi, di quella che non fu una tragedia prodotta da cause naturali. L’anno prossimo è il 50° anniversario, una data importante, è su questa scadenza che Lucia interviene con il suo articolo “L’anniversario degli sciacalli.”

La Pace “minata”
di Matthias Canapini
Reportage di Matthias Canapini, da un viaggio in Bosnia nel corso del 2012; le foto che accompagnano il testo sono le stesse della mostra all’Infoshop di Fano di qualche settimana fa; occasione di una piacevole e interessante serata con molti amici che hanno partecipato. Oltre all’argomento trattato, molto importante, riguardo all’autore si potrebbe dire “giovani fotografi crescono” oppure “prove tecniche di reportage”, ma soltanto per la giovane età dell’autore, nato nel 1992. Perché c’è da augurarsi di vederlo proseguire. Ospito molto volentieri il suo reportage (già apparso sul mensile URLO) e le sue foto, in attesa che Mathias termini di preparare il suo blog, per arricchirlo con altri lavori. (Vai al testo del reportage).

Un Nobel per la pace
di Mario Boccia
Cari e care, vorrei segnalarvi il nuovo sito della Cooperativa Insieme: www.coop-insieme.com
Visitandolo, spero che sia chiaro perché considero da Nobel per la Pace questa esperienza, nata in Bosnia Erzegovina. Sono partite in dieci nel 2003 e oggi rappresentano una possibilità concreta di lavoro per cinquecento famiglie nella zona di Bratunace Srebrenica. Nel sito c’è la loro storia, le linee dei prodotti e un’ampia rassegna stampa. (continua a leggere)

Ricordando i martiri del XX Giugno
di Maria Eleonora Camerucci
L’orazione letta da Maria Eleonora Camerucci, della segreteria Anpi di Jesi, alla commemorazione dei Martiri del XX Giugno, nel 69° anniversario del loro eccidio.
Jesi, località Montecappone, 20 giugno 2013. (Vai al testo).

Vajont, le scuse dello Stato. “Quando le vittorie vengono dal basso”
di Lucia Vastano
“Ma le scuse non sono state “spontanee” come a qualcuno piace o fa comodo credere. Sono invece molto più importanti proprio perché dietro ad esse vi è stata la lotta di circa un decennio da parte di una cittadinanza particolarmente sensibile al tema Vajont”
 (vai al TESTO

“Sta a tutti noi”
di Daniele Fancello
Intervento di Daniele Fancello, Presidente dell’Anpi Jesi, al giorno dedicato alle stragi, il 12 dicembre 2013 nell’atrio del Comune di Jesi, davanti alla lapide posta per ricordare la strage del 12 dicembre 1969. L’iniziativa è stata organizzata da 9 associazioni jesine e della zona. (TESTO dell’intervento di Daniele Fancello).

 

CHE FARE (per cambiare il mondo)?
di Lucia Vastano (14 ottobre 2016)

“Davvero questo è il nocciolo della questione. Come evitare che la rassegnazione a tutti i soprusi, le prevaricazioni, le ingiustizie, i drammi, lo sconforto per quanto succede e ci trova impotenti non si trasformi in violenza. Che fare quando ci accorgiamo che è impossibile cambiare in meglio l’Italia e il mondo?”; riflessioni proposte da Lucia Vastano, stimolate dal dibattito seguito alla proiezione del film I Vajont, in una serata a Vittorio Veneto.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...