I “migranti forzati” (qualche numero)

Intanto, le prime basi, qualche numero per capire di che stiamo parlando. Leggo dal “Global trend 2013” dell Unhcrr e dal “Rapporto sulla protezione internazionale in Italia“che i “migranti forzati” nel mondo nel 2013 hanno raggiunto la cifra record di 51,2 milioni, un numero che è triplicato negli ultimi dieci anni e che in passato è stato raggiunto soltanto alla fine della seconda guerra mondiale; di questi 16,7 mln erano rifugiati, 1, 1 mln richiedenti asilo e il resto sfollati.
185021737-a679b472-7288-4991-96f9-50429dac36a0 tiburtina 3 tiburtina 2Tra i paesi di partenza dei rifugiati, i primi tre, nel 2013, erano Afghanistan (oltre 2,5 mln), la Siria (2,4 mln) e la Somalia (1,1 mln).
I primi tre paesi di accoglienza erano a quella data il Pakistan (1,6 mln), l’Iran (860 mila) e il Libenao (850 mila). Nessun paese europeo figurava tra i primi dieci. Come rapporto % sul PIl, tra i primi tre paesi vi è sempre il Pakistan, seguito da Etiopia e Kenia; invece, in % sulla popolazione, i primi tre paesi di accoglienza erano Libano, Giordania e Ciad. Gli sfollati all’interno del proprio paese sono oltre trenta milioni; tra i primi tre paesi troviamo di nuovo la Siria (con oltre 6 milioni di persone) seguita da Colombia (oltre 5 mln) e Congo (quasi 3 mln).

Nel corso del 2013 sono state presentate ai governi o all’Unhcr almeno 1.067.500 richieste individuali per ottenere l’asilo o lo status di rifugiato, in ben 167 paesi e territori diversi; si tratta del livello più alto degli ultimi 10 anni, in aumento del 15% rispetto all’anno precedente; un dato, inoltre, che ha continuato a crescere nel periodo più recente. I rapporti indicano anche quali sono nel mondo le direzioni principali dei flussi, da quale paese a quale paese; quelli che interessano l’Italia hanno origine in primo luogo dalla Somalia, e dall’Eritrea, due ex-colonie.

Tra le domande registrate per la prima volta nel 2013 presso l’Unhcr o negli stati a livello mondiale, 64.300 sono state presentate da cittadini siriani – ovvero, in media, una domanda ogni 14. Ci sono stati nuovi richiedenti asilo siriani in più di 100 paesi e territori, a dimostrazione della portata globale del fenomeno.
Tuttavia, se si esclude il Medio Oriente, dove i siriani godono di una forma di protezione temporanea, il maggior numero di richieste di asilo da parte di siriani si è concentrato in Europa, in particolare Svezia (16.300), Germania (11.900), Bulgaria (4.500) e nei Paesi Bassi (2.700).I richiedenti asilo provenienti dalla Repubblica Democratica del Congo si sono classificati secondi per numero di nuove domande (60.400), seguiti dai cittadini provenienti da Myanmar (57.400), Afghanistan (49.100), Iraq (45.700), Federazione Russa (39.800), Somalia (35.300), Eritrea (35.000), Serbia e Kosovo (34.700) e Pakistan (33.600). Tra i primi dieci paesi di provenienza per le domande di asilo, otto stanno attualmente attraversando condizioni di guerra, conflitto, o di gravi violazioni dei diritti umani. Tuttavia, queste cifre dovrebbero essere considerate come indicative, perché talvolta il paese d’origine di alcuni richiedenti asilo è sconosciuto o non reso noto da parte di alcuni membri.

Al primo posto per domande di asilo registrate nel 2013 troviamo la Germania (109.600), quasi il doppio rispetto all’anno precedente e in aumento continuo negli ultimi 6 anni. Seguono nell’ordine gli Stati Uniti (circa 85 mila), il Sud Africa (ca 70 mila), la Francia (ca 60 mila), la Svezia e la Malesia (ca 55 mila ciascuno), la Turchia (ca 40 mila) il Regno Unito (ca 30 mila) e l’Italia (poco meno di 30 mila). Certo sarebbe assai interessante confrontarli con i dati aggiornati alla data attuale, si può tuttavia già constatare come si tratti di un fenomeno mondiale, sia riguardo ai paesi di fuga che a riguardo a quelli di arrivo finale.
I rifugiati presenti in Europa al 2013 sono poco meno di 1 mln; i primi quattro paesi sono nell’ordine: la Francia (ca 230 mila), la Germania (ca 190 mila), il Regno Unito )ca 125 mila) e la Svezia (ca 115 mila); l’Italia a quella data era al quinto posto (ca 80 mila).
Idem per le richieste di protezione internazionale, che sono state ca 400 mila, quasi il 30% in più sugli anni precedenti: i paesi che accolgono le domande sono nell’ordine Germania, Francia, Svezia, regno Unito e Italia al quinto posto.

Si tratta, certo, di una situazione statica, dati al 2013; ciò che è importante per la capacità di accoglienza è anche la dinamica; nel solo 2014 si è avuto un aumento negli arrivi dal mare, attraverso il Mediterraneo: in totale circa 220 mila arrivi, di cui 170 mila in Italia e 45 mila in Grecia; anche in questo caso si tratta però di valutare in modo corretto i dati e le dinamiche registrabili di momento in momento, comprendendone la cause originarie che mettono in moto tali “migrazioni forzate”: cause sulle quali nessuno si sofferma mai a ragionare, preferendo lasciare il fenomeno ingovernato, cioè abbandonando al proprio destino chi scappa,  o strumentalizzandolo per fini particolari.

(nelle foto, lo sgombero nei pressi della stazione Tiburtina di Roma l’11 giugno)
(altri miei interventi sullo stesso argomento)

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