“Cronache di ordinario razzismo” (a cura di Lunaria)

CopertinaL’Europa tra i venti di guerra e la bonaccia del razzismo? Due facce della stessa medaglia? Ecco l’introduzione al rapporto “Cronache di ordinario razzismo – terzo libro bianco sul razzismo in Italia“. disponibile in formato pdf sul sito di Lunaria.  Oltre 200 pagine di interventi sui vari aspetti del fenomeno, tra cui un’intera sezione dedicata a “Migranti e media”. Di seguito, l’introduzione al rapporto: A distanza di quasi tre anni, torniamo a ripercorrere le Cronache di ordinario razzismo che attraversano la vita pubblica e sociale nel nostro paese. Lo facciamo, questa volta, allungando lo sguardo verso l’Europa, di cui le elezioni svolte nel maggio scorso hanno svelato le pulsioni nazionaliste, xenofobe e populiste. Sono pulsioni cavalcate ad arte da formazioni vecchie e nuove dichiaratamente di destra, ma ispirano anche movimenti e partiti che si dichiarano più moderata- mente conservatori, di centro o privi di culture politiche di riferimento. Incontrano facilmente consenso a causa del procrastinarsi di una crisi economica, sociale e democratica che non accenna a fermarsi. Trovano linfa nella pervicacia di politi- che istituzionali miopi e poco lungimiranti nei confronti dei migranti, dei profughi e dei rom. Si intrecciano con il modello culturale, plasmato da decenni di egemonia neoliberista, fondato sull’individualismo, la competizione, la distruzione scientifica di qualsiasi anticorpo collettivo considerato non allineato rispetto all’ideologia domi- nante. Spesso nascondono conflitti di classe e diseguaglianze sociali, riuscendo a penetrare il tempo e lo spazio della vita quotidiana. E proprio l’ampliamento delle diseguaglianze tra i “cittadini nazionali”, in un contesto internazionale sempre più destabilizzato dai venti di guerra, sembra rendere più difficoltosa la lotta contro le discriminazioni e il razzismo. L’Italia non fa eccezione. Dal settembre 2011 sono cambiati tre governi, il Parlamento si è rinnovato, alcuni soggetti politici sono stati travolti da crisi interne, altri di più recente formazione hanno monopolizzato repentinamente il dibattito pubblico. Il discorso istituzionale non è più, dall’esecutivo guidato da Mario Monti in poi, spudoratamente attraversato dalla retorica razzista, come quando è stato egemonizzato dalla Lega Nord al governo. Eppure, in questi tre anni sono accaduti fatti gravissimi, come il rogo della Conti- nassa a Torino e la strage di Firenze del dicembre 2011 o l’incendio dell’insediamento rom a Poggioreale nel marzo 2014. A Villa Opicina, Alina Bonar Diachuk ha potuto incredibilmente suicidarsi nelle aule di un commissariato il 16 aprile 2012. Il 30 aprile 2014 è morto invece Abdel Majid El Kodra dopo otto mesi di agonia. Majid era caduto dal tetto del Centro di Identificazione ed Espulsione (Cie, così citato d’ora in avanti) di Gradisca, in circostanze ancora da chiarire, nel corso di una protesta delle persone detenute violentemente sedata dalle forze dell’ordine. Le immagini del trattamento anti- scabbia riservato agli “ospiti” del Cpsa di Lampedusa hanno fatto il giro del mondo nel dicembre 2013. Il razzismo più rozzo e volgare ha potuto colpire per mesi Cécile Kyenge, colpevole di essere la prima ministra “nera” della Repubblica, quando la propaganda xenofoba e razzista ha trovato nella rete e nei social network un formidabile canale di diffusione. La stampa che non rispetta le regole più basilari della deontologia professionale ha potuto continuare il suo lavoro, salvo le poche iniziative di denuncia promosse da alcune asso- ciazioni. Ciò mentre il Mediterraneo continua ad essere un mare in cui è troppo facile morire. E non è possibile (almeno non lo è per noi), non identificarne una delle cause principali nelle scelte istituzionali nazionali ed europee. Le riforme delle norme che regolano l’ingresso e il soggiorno nel nostro paese, tanto attese dopo la caduta del governo Berlusconi, non ci sono state. Neanche quella sulla cittadinanza, che trova un consenso molto ampio nella società civile. Aggressioni verbali e fisiche, discorsi di odio, danneggiamenti a luoghi simbolici o di proprietà ai danni dei migranti, dei cittadini stranieri stabilmente residenti, dei profu- ghi e dei rom sono ancora oggi quotidiani. L’odio anti-ebraico e anti-musulmano ispira violenze e atti vandalici, ma anche penne autorevoli. Nelle pagine che seguono parliamo di questo e di molto altro. L’analisi è resa possi- bile dal lavoro quotidiano di monitoraggio, denuncia, informazione e sensibilizzazione che Lunaria promuove con il sito http://www.cronachediordinariorazzismo.org. Duemilacinque- centosessantasei casi di discriminazioni e violenze razziste documentati in un database on line tra l’1 settembre 2011 e il 31 luglio 2014, insieme agli articoli che danno conto ogni giorno del dibattito pubblico, istituzionale e mediatico, sono alla base dei contributi che qui abbiamo raccolto. Gli aggiornamenti sul tema possono essere seguiti sul sito Cronache di ordinario razzismo.

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