L’espressione letteraria come tramite di esplorazione (FEMMINILE PLURALE)

Nella splendida cornice della Galleria degli stucchi di Palazzo Pianetti di Jesi, sede della Pinacoteca, sabato 15 novembre alle 17, la casa editrice Vydia presenta “FEMMINILE PLURALE”, l’antologia a cura di Cristina Babino che racconta le Marche attraverso le voci di diciassette scrittrici contemporanee:

Senza titoloMaria Angela Bedini, Allì Caracciolo, Alessandra Carnaroli, Elena Frontaloni, Maria Lenti, Enrica Loggi, Maria Grazia Maiorino, Franca Mancinelli, Caterina Morgantini, Renata Morresi, Natalia Paci, Anuska Pambianchi, Daniela Simoni, Eleonora Tamburrini, Lucia Tancredi, Luana Trapè.

L’evento si svolge con il patrocinio del Comune di Jesi e la collaborazione della Casa delle Donne di Jesi; introduzione di Tullio Bugari dell’Arci Jesi-Fabriano.
Il progetto sostiene l’attività dei centri antiviolenza delle Marche cui devolve parte del ricavato.

Dalla introduzione di CRISTINA BABINO, curatrice dell’antologia:
“Se questo libro ha un obiettivo, è allora proprio quello di riunire le due dimensioni quella marchigiana e quella femminile, attraverso il medium della scrittura, dell’espressione letteraria come tramite di esplorazione, restituzione, confronto e conoscenza, Un apporto, quello della scrittura delle donne delle Marche, di cui si vuole suggerire la rilevanza po-etica, la fecondità, le eredità da cui attinge e dalle quali si discosta, l’apertura a possibilità future, (….) Se non esiste forse una scrittura femminile definibile in quanto tale, poiché lo stile è chiaramente un fatto individuale che prescinde dal genere, può esistere invece una differenziazione di prospettive nella scrittura di uomini e donne, derivante non tanto da un lato biologico, ma dalla stratificazione storico-sociale di idee e consuetudini consolidate. (…) la diversità dello sguardo e della voce delle donne nella scrittura va ben oltre la riduzione a temi tradizionalmente identificati con l’esperienza femminile, e riguarda la loro possibilità di prendere la parola e modellarla, deformarla, scagliarla, trasformarla, averne cura a partire non da qualche “essenza” del femminile, ma dalla loro posizione (storica, quindi modificabile) nella società.”

Una recensione sulla rivista L’ADAMO
L’evento su FB.

 

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Informazioni su Tullio Bugari

https://tulliobugari.wordpress.com/
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