L’emozione dei luoghi (con la staffetta della memoria)

Serata interessante ieri sera a Empoli, al caffè letterario della biblioteca, in un luogo piacevole e rilassante, per parlare di bicicletta sulla linea gotica e di Staffetta della Memoria. Erano venuti, da Viareggio e da Campi Bisenzio, anche due staffettisti, Rossana, che ha pedalato con noi quest’anno, e Luciano, che pedalò per un tratto in un’edizione precedente e ogni anno torna a incontrarci. Un’attenzione alta dalle persone presenti. Un’ora di conversazione, con le domande di Francesco Lensi, che ringrazio per il coinvolgimento con cui ha letto il libro e preparato le sue riflessioni. Abbiamo toccato solo una piccola parte della grande quantità di cose che si possono dire, riflettendo sulle memorie, la storia, la loro importanza, la trasmissione, il coinvolgimento delle nuove generazioni e ancora altro. I luoghi. Uno dei temi toccati è stato l’emozione dei luoghi. M’è venuta per prima alla mente una lapide incontrata salendo OLYMPUS DIGITAL CAMERAda Castagno di Andrea verso il Falterona, con una salita che non termina mai, attraverso un paesaggio splendido, pedalando attenti a dosare le forze in modo da distribuirle in giusta misura fino al valico in alto, mentre il panorama si allarga. Ad un certo punto abbiamo visto una lapide dedicata dall’Anpi di Cervia a ricordo del partigiano Virginio Zoffoli, “caduto per la libertà il 16 aprile 1944″. C’erano dei fiori freschi. Qualcuno era venuto quassù qualche giorno prima per onorare il 25 aprile. Ecco, questo può essere un esempio di emozione dei luoghi, di come un luogo può essere importante a sorreggere la memoria, perché la memoria ha bisogno di luoghi. Sì, ma perché in bicicletta?, potrebbe chiedere qualcuno. M’è venuto in mente una frase di Sandro Targetti, quando una mattina, durante la Staffetta, prima di iniziare a pedalare, gli chiedevo un suo pensiero per il mio blog e lui mi dettò al volo alcune frasi, dicendo, non si tratta solo di far girare i pedali ma anche di far girare la cultura e le memoria. E allora, ripensando all’emozione dei luoghi, mi rendo conto che non sono solo le memorie e le storie dei luoghi che attraversiamo, ad essere risvegliati, ma anche le memorie e le storie che già portiamo dentro di noi, che abbiamo acquisito e accumulato, magari senza prestarvi sempre la giusta attenzione, a risvegliarsi, a provare di nuovo, a vedere sotto nuove angolazioni, a collegarsi con altre in relazioni che ancora mancavano,per completarsi meglio. Sandro, ad esempio, ha nella sua storia uno zio fucilato a Campo di Marte. Guido Targetti, che morì alla prima raffica, il 23 marzo del 44. Ma questa, imagino, è solo la punta che emerge dalle memorie di Sandro, chissà quante e quali altre ci sono collegate, sotto, che nemmeno lui, magari, ha ancora finito di esplorare. Ciascuno di noi è come un serbatoio di memorie, sempre vive, basta ascoltarle, e forse, l’emozione dei luoghi sta anche in questo incontro, con le emozioni delle storie di ciascuno di noi. Ma quest’ultime riflessioni mi vengono ora, si completano mentre riscrivo queste note. Ieri sera abbiamo proseguito, citando ancora altri esempi e luoghi,  dando ancora altre direzioni alla nostra conversazione e gettando semi di curiosità.

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