29 aprile, partenza da Casola Valsenio (19)

29 aprile, quinta tappa
Ha smesso di piovere, anche se il cielo è ancora cupo. Le previsioni promettono un po’ di miglioramento. Ieri sera abbiamo chiuso la serata con la visione del film su Aurelio Ricciardelli, che non era con noi perché ricoverato in ospedale. L’intervista è stata girata nel 2009. Film molto e emozionante, la regia è diParide Ridolfi. Aurelio racconta la sua vita a Casola, l’infanzia negli anni Trenta, la gioventù, la guerra, le peripezie dopo l’8 settembre, come divenne partigiano, la storia delle relazioni con i contadini, i poveri mezzadri della zona senza il cui aiuto non avrebbero resistito, poi la vicenda di Monte Battaglia e il duro scontro militare per il suo controllo, e infine la vicenda più recente, che ha portato sul monte nel 2001 anche una lapide tedesca accanto a quelle dei partigiani e delle truppe alleate. Monte Battaglia un monte di pace. La “pacificazione” non è mai banale, è una questione complessa, fece discutere molto nella zona e non solo, prima di scegliere, e ancora fa discutere, non per voglia di coltivare rancori oramai anacronistici, forse, ma, credo, per timore che il suo significato possa essere banalizzato e non compreso nel modo giusto, e magari anche utilizzato da chi ha interesse, per dimenticare i significati più che per ricordarli. Aurelio quindi in qualche modo ci regala anche questa scommessa, il suo lavoro e merito, di avere promosso ciò, mi appare come qualcosa di non chiuso ma ancora aperto e che ancora merita di essere dispiegato e sviluppato. Sono trascorsi 70 anni, ma così come ancora si trovano resti della guerra o addirittura piastrine dei soldati, ventenni allora e che ancora erano dispersi, così anche nelle memorie, nei ricordi, nei nostri pensieri e convinzioni ci sono aspetti, elementi, questioni ancora da portare compimento.
Questa mattina ci aspettano alla scuola media Dino Campana di Marradi, poi si sale verso il Falterona. Meta della serata, la f razione Castagno di Andrea, nel comune di San Godenzo, dove ci aspetta ancora un’altra scuola.
Alla stazione di Marradi saluteremo Roberto, che deve rientrare a Jesi prima del previsto.

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