28 aprile, Scarperia, inizia la quarta giornata (13)

Il nostro Mauro ogni sera prima di dormire ci fa ascoltare e scegliere una canzone da caricare come sveglia per il mattino successivo. Sto ancora aspettando la voce di Joan Baez che canti C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones, ma sono già quasi tutti svegli nei letti perché ci hanno anticipato le campane della vicina chiesetta. Siamo infatti appena fuori Scarperia, dove abbiamo pernottato al Centro accoglienza Don Tonino Bello, il prete conosciuto almeno da tutti quelli che un ventennio fa si si sono occupati della guerra nella ex Jugoslavia. La quarta giornata sta per iniziare.

Nelle divagazioni dei pensieri dell’alba, mi torna fuori una frase di un ragazzo di tredici anni, di Jesi, che per spiegare il loro progetto La memoria va in bici, aveva detto: “Noi con la bici facciamo con divertimento e leggerezza delle cose che ci fanno ricordare esperienze dure.” Si riferiva in quel momento ai martiri ricordati nei tanti cippi disseminati in tanti luoghi d’Italia, ai quali spesso non dedichiamo oiù attenzione.

Mi era piaciuta la definizione perché coglie anche il nostro spirito della Staffetta. facciamo cin leggerezza e divertimento – il divertimento sano del piacere di stare insieme e condividere insieme un’emozione – cose che ci fanno ricordare momenti duri, le storie nostre e delle persone che ci hanno preceduto. Poi, al nostro interno, ci sono anche tanti momenti anche un po’ goliardici, aneddoti divertenti. Scherzando, ho preso anche degli appunti per un “altro diario”, ho già preparato dei titoli che questa mattina presenterò a colazione, sicuramente ci rideremo insieme ma non so se li leggerete mai, insomma, ci vuole un po’ a trovare il “traduttore” adatto. vedremo.

A proposito: in questo momento fuori NON piove.

“Ma qui andiamo a vedere solo cose tedesche: quando andiamo a vedere qualcosa anche dei partigiani?” Diceva ieri sera Irene durante la visita al cimitero tedesco alla Futa, commovente per la sua imponenza – oltre 30 mila soldati tedeschi di venti anni o poco più seppelliti tutti insieme. La tappa di oggi ha come meta Monte Battaglia, a Casola Valsenio, dove ogni anno abbiamo incontrato il partigiano Aurelio Ricciardelli. Ogni volta è stato un incontro molto emozionante. Monte Battaglia è un po’ una Cassino a rovescio, erano i partigiani ad aver occupato il monte e i tedeschi non riuscirono a riconquistarlo.

Leggo sulle pagine FB di nostri amici alcuni commenti, diSimona. Baldanzi che ci ha inserito nel suo resoconto della giornata di Gallicano, dove era andata a presentare il suo ultimo libro, e così anche noi siamo stati inseriti nella sua “trapunta di terra”; oppure i resoconti degli amici del rifugio Le Cave, sulla bella mattinata di ieri mattina ( a proposito, trovo una certa assonanza tra il titolo del libro di. Simona, e la performance regalataci ierida Ivano Cappelli).

P.S. Mi correggo, sono le 7 e la voce di Joan Baez ci sta cantando la canzone dedicata agli anarchici Sacco e Vanzetti.

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