28 aprile, Monte Battaglia (17)

“È importante raccontare i fatti così come accaddero, in modo crudo, non per fare impressione ma per far comprendere che oggi dobbiamo parlare di pace non di guerra. Il Monte battaglia che diventa un monte di pace”, dice Maurizio Nati, mentre spiega al nostro gruppo la storia che investì questo luogo, definito una piccola cassino, per la crudezza dello scontro e il numero di vittime, ma poi negli anni duemila, prese inizio anche un percorso di condivisione della memoria con i reduci tedeschi, grazie al lavoro di Aurelio Ricciardelli e della non semplice discussione dentro la stessa anpi. Ho avuto modo di raccontare un po’ di queste storie anche nel libro In bicicletta lungo la Linea Gotica.
Siamo arrivati quassù anche quest’anno, nonostante la pioggia insistente. I ciclisti sono arrivati in paese alle15, tutto bene nonostante l’acqua, con uno spirito alto. Tutto il gruppo si è riformato e insieme agli amici del’Anpi e del Comune siamo saliti sul monte, con le auto, e poi siamo tornati in paese per visitare. Una mostra al Centro di documentazione sulla guerra di liberazione, dell’Anpi di Casola, e poi vedere un film su Aurelio Ricciardelli, che quest’anno purtroppo non è con noi perché in ospedale.

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