Pagine di natura, pagine di cultura

Sabato 1° marzo alle 21.30, Casa delle Culture di Ancona a Ancona: presentazione del libro “In bicicletta lungo la Linea Gotica”; la presentazione apre un ciclo di incontri organizzati dall’associazione il Pungitopo-Lega Ambiente di Ancona, dal bel titolo “Pagine di cultura, cpagine di natura”. Nel mio libro oltre alle storie e alle memorie c’è anche tanta natura, lungo il bel paesaggio (anche un po’ a rischio e da difendere) che dal Tirreno all’Adriatico si snoda lungo l’Appennino tosco emiliano e poi tra Romagna e Marche. Quindi, ho l’imbarazzo della scelta nel proporre dei brani su questo argomento; mi fermo “al primo impatto”, la mattina del primo giorno di viaggio, sul monte Folgorito, ancora in vista del Tirreno, dove la Staffetta ha dato il via alla prima pedalata ufficiale:

b“Quando arriviamo sotto la punta del Folgorito, il cielo è ancora grigio e il colore del bosco è cupo. Ma poi all’improvviso le nubi, come infastidite dal nostro arrivo, se ne vanno. Mentre saliamo gli ultimi passi, il cielo diventa totalmente azzurro, e l’aria così limpida che ci incantiamo ad ammirare la vallata che ora splende con i suoi paesi, i laghi e la costa del mare che si allarga da La Spezia a Livorno.  Il Folgorito non arriva a mille metri ma ne dimostra il doppio. So che nei giorni più limpidi dovrebbero vedersi le isole dell’arcipelago toscano, e, qualcuno sostiene, perfino la Corsica e più su le Alpi trinceeMarittime, al confine con la Francia. Ma non sono pratico e mi basta già, abbondantemente, tutto quello che vedo. Dietro di noi, invece, si estende la parte meridionale delle Apuane, con i monti Carchio e Altissimo.
Sulla punta del Folgorito uno sparuto gruppo di tedeschi resistette fino all’alba del 5 aprile ’45, quando fu sorpreso da due compagnie di Nisei, americani di origine giapponese, guidate sui sentieri più segreti che salivano da Serravezza dai Patrioti Apuani.
I tedeschi erano in dodici, forse c’era con loro anche qualche italiano, ma la loro postazione era difficile da espugnare e riuscirono a resistere tutto il giorno, tentando perfino un contrattacco. Il giorno dopo però Nisei e partigiani occuparono il monte e bonificarono tutta l’area tra il Carchio e il Folgorito. La battaglia, nell’intera zona, durò ancora alcuni giorni e vi parteciparono anche gli afroamericani della divisione Buffalo.
4Le tracce delle fortificazioni – buche, trincee, ripari e punti di osservazione – sono ancora visibili in tutta l’area. Sulla vetta del Folgorito fotografiamo i resti di due postazioni di tiro e di una trincea che doveva proteggere il passaggio per scendere ad un riparo interrato, qualche decina di metri più sotto, per i turni di riposo dei dodici soldati.
Provo a sporgermi per guardare di sotto l’abitato di Serravezza e mi vengono quasi le vertigini.  Più oltre, ad appena una dozzina chilometri in linea d’aria, c’è Sant’Anna di Stazzema, conosciuta per l’eccidio del 12 agosto ‘44. Non si trattò di rappresaglia ma di un’azione pianificata proprio per terrorizzare la popolazione, e le vittime furono circa 560, la più giovane una bambina di sole tre settimane.
Nei giorni seguenti, ce ne furono altre di stragi nella zona, a Fivizzano, Bergiola, Forno e altri posti ancora, con centinaia di vittime, mitragliate, impiccate o bruciate con i lanciafiamme. Tutto questo dentro il paesaggio che ora vediamo allargarsi bellissimo attorno a noi.

Il libro racconta l’esperienza della Staffetta della Memoria, al seguito dei ciclisti che hanno attraversato l’Italia lungo la Linea Gotica, dal Tirreno all’Adriatico, un viaggio geografico e storico, dal 25 aprile al 1° maggio. Parteciperanno all’incontro anche i promotori del progetto Staffetta della Memoria e sarà presentata per l’occasione anche il programma della quarta edizione, che si svolgerà sempre dal 25 aprile al 1° maggio 2014. Chi vuole venire a pedalare o partecipare agli incontri lungo l’itinerario, le iscrizioni si raccolgono fino a sabato 5 aprile – Referente per “La staffetta della memoria”: Doriano Pela: +39 339.7023075).

Altri articoli sull’argomento:
– Il diario fotografico del viaggio 2013
– Fare operazioni di memoria fa bene
– Tutte le foto del 2013 e le canzoni della Staffetta
– La difficoltà di educare alla memoria attraverso la pratica della commemorazione

e soprattutto, dato che il 2 marzo è la giornata dedicata alle ferrovie dimenticate, ecco una nota tratta sempre dal libro:   La ferrovia di Pracchia, dedicato alla linea Porrettana.

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Informazioni su Tullio Bugari

https://tulliobugari.wordpress.com/
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