Il ritratto foto e grafico (ovvero, Dondero e Pericoli)

Ho visitato ieri a Fermo la piacevole doppia mostra, come un doppio sguardo, di Mario Dondero e Tullio Pericoli. Il titolo è Dondero/Pericoli “Portrait. Volponi e il suo mondo”.  Il ritratto da cui entrambi i percorsi partono, come in un viaggio mano nella mano, è appunto quello quello di Paolo Volponi, e nel suo mondo tanti altri ritratti, fotografici e grafici, di Musatti, Pasolini, Staiano, Sergio Anselmi, la Morante e Dacia Maraini e altri ancora, personaggi e amici di viaggio che ci hanno accompagnati, testimoniando se stessi, un’epoca e una cultura, e soprattutto il fatto di esserci. Con i loro ritratti. Non ho potuto esserci il giorno dell’inaugurazione, al bel Palazzo dei Priori di Fermo, ci sono stato ieri in solitaria.

TULLIO PERICOLI: “Io sto chiedendo a questo quadro, povero, se per favore mi aiuta a venir fuori da solo. Quando il quadro inizia a vivere di una vita propria, allora a quel punto è come se lui chiedesse di essere portato avanti in un certo modo e non in un altro. E’ il momento più bello. 2E’ il quadro che prende la mano al pittore, e la sua vita è più dominante, più forte di quello che posso dargli. In fondo, il dipingere è come una sorta, non dico di duello, ma di contrasto, di relazione a volte quasi competitiva tra il quadro e l’idea che abbiamo di quel quadro. L’errore è anche una cosa vitale e sanissima, che a volte arricchisce e fa anche arrabbiare perché significa correggere e rifare. Però l’errore è anche lo scatto dell’idea che arriva anche se tu non l’hai cercata o voluta, e quindi è una ricchezza”
(da una video intervista)

MARIO DONDERO: “Intanto guardo le condizioni di luce, che funzionino. Io normalmente fotografo a luce ambiente e non uso mai il flash, che considero una luce innaturale. Però guardo il senso della comunione che esiste tra le persone che stanno insieme. C’è sempre une elemento di divertimento di fotografare la gente entrando in 1 3una casa. A parte che incontri anche tante persone che sono riluttanti a farsi fotografare, c’è sempre un approccio che è sempre molto delicato, perché in fondo, fotografare le persone è un po’ violarle, e quindi tendo a fotografare le persone in modo che si riconoscano simpaticamente e non gli venga una sincope vedersi.”
(da una video intervista). 
E ancora, dice Dondero:
“Non sono per la costruzione dell’immagine. Sono per cogliere la situazione dei personaggi nella loro autenticità. Non chiedo a nessuno di fare qualcosa perché piace a me. Fotografo in modo assolutamente spontaneo. Per me il fatto di fotografare è diventata una seconda natura. Non ho problemi né di ordine tecnico né di ordine estetico…. Secondo me ovviamente dalla professionalità, dall’esperienza, dalla capacità di tenere in rilievo l’aspetto più significativo della situazione… il fotografo professionista coglie in genere l’essenziale di quello che va raccontato. Non fotografa a caso.”

PAOLO VOLPONI: “Un giorno ero a casa di Pier Paolo, seduto con lui ad un tavolo che era il suo tavolo da lavoro. E lui correggeva le bozze di Ragazzi di vita. Io ero vicino a e_3030_02lui, l’invidiavo e dicevo: ‘Pensa Pier Paolo, adesso esce il tuo romanzo. Un romanzo; scrivi un romanzo che avrà successo. Pensa Pier Paolo, quanti ti leggeranno, le recensioni, vincerà certi premi…’. E lui ha alzato la penna, mi ha guardato, poi ha alzato il dito – sempre questo indice destro, così, sempre da maestro, veramente un po’ evangelico -, e fa: ‘Ma va – battendomi amichevolmente sulla spalla – che una volta anche tu lo scriverai un romanzo.”  E ancora, dice Volponi parlando dei suoi libri: “Dei mieli libri… io non parlo volentieri. No, nemmeno li scrivo tanto volentieri. Li scrivo, ecco, doverosamente. Doverosamente. Volentieri un po’ meno… Io voglio bene ai miei libri, però, ritengo una cosa, che non siano falsi e inutili. Mi basta questo: che abbiano un minimo verità e anche di utilità…. Non è che la scrittura venga solo dall’indignazione… La mia paura è che lo scrittore non s’indigni più tanto, ma che si allinei, si adatti, che magari si lamenti o che si esalti, ecco… Per indignarsi di ragioni ne avrebbe molte: perché la nostra è un po’ una democrazia non dico tradita, ma, insomma, poco attenta.”
(da un’intervista)

Annunci

Informazioni su Tullio Bugari

https://tulliobugari.wordpress.com/
Questa voce è stata pubblicata in fotografia. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...