La memoria come capacità di reagire

Tratto dal libro “In bicicletta lungo la Linea Gotica:
“Più che transitare sul fondo di questo paesaggio, mi sembra ora di vedere la Staffetta come la puntina di un vecchio grammofono su un vinile, che percorrendo il suo solco ne risveglia suoni e immagini stimolando i ricordi a rivivere.9
2 10 3 4 8E’ questo forse che s’intende quando si parla di dimensione spaziale della memoria?
La memoria collettiva si dispiega in un quadro spaziale, sosteneva il suo teorico, il francese Maurice Hallbwachs – anche lui morto allora in un campo di concentramento, a Mathausen – perché il passato possiamo ritrovarlo solo se si conserva nel mondo materiale che ci circonda.
Mi pare che sia questo il senso della rete museale nel territorio, di cui sentivo parlare appena l’altra mattina a Montignoso.
Il paesaggio che vediamo contiene tutte queste storie. Le vicende di allora hanno toccato tante singole persone, in ogni angolo di questi monti, dove s’è combattuto passo dopo passo. Tra fughe, nascondigli nelle foreste più inaccessibili, ma anche evacuazioni forzate o lotte quotidiane per la sopravvivenza. Oppure alla ricerca di contatti, lungo sentieri che si sovrappongono e s’intrecciano con i camminamenti più antichi, aperti in altre epoche e per altre esigenze, con altre storie anche loro sedimentate. Di scambi commerciali, transumanze di animali, valichi che nella storia hanno ospitato dogane e segnato confini tra i diversi stati che si spingevano quassù, a seconda delle epoche. Dalle frontiere più antiche, che si perdono nel medio evo, a quelle degli estensi, dei ducati di Parma o di Reggio, delle repubbliche di Pisa, di Lucca o di Firenze, e poi del granducato di Toscana e dello Stato della Chiesa. Un insieme composito di mondi, lungo frontiere il cui destino è di dividere e al tempo stesso congiungere.
Luoghi carichi di storie ma anche di lutti, costellati di stragi o di deportazioni che non sempre prevedevano il ritorno. La morfologia e la geografia di questo territorio si confondono con la sua memoria. Queste valli intrecciate, i valichi, i corsi dei fiumi con i loro ponti, le zone abitate e coltivate, i sentieri e le strade, costituivano prima ancora che una difesa naturale per i tedeschi impegnati a ritardare l’avanzata degli Alleati, soprattutto un tessuto vivo di itinerari e punti di riferimento per le genti che vi abitavano e vi si muovevano con naturalezza. Nella loro terra. Come i pesci nel mare e gli uccelli nel cielo. La guerra deve avere avuto un impatto inimmaginabile sul territorio e sulle storie di questo territorio, che pure ha avuto la forza non solo di sopportare ma anche di reagire. Ecco, forse quando parliamo di memoria, è proprio questo l’aspetto che non dovremmo dimenticare oggi, la capacità di reagire. Resistere. Forse in questa accezione la parola Resistenza assume un significato meno militaresco ed eroico, meno retorico ma più immediato.”

I prossimi appuntamenti con il libro sono entrambi in “casa Arci”:
– venerdì 15 novembre, ore 21.00 – VASTO (Chieti), Bottega Mondo Alegre, corso Plebiscito 77 (di fronte al teatro Rossetti) – a cura dell’Arci di Vasto
– sabato 30 novembre, ore 17.00 – SARZANA (La Spezia), presso il Circolo Arci il Battifollo, a cura dell’Arci Val di Magra

Advertisements

Informazioni su Tullio Bugari

https://tulliobugari.wordpress.com/
Questa voce è stata pubblicata in LIBRI, LUNGO LA LINEA GOTICA, memorie e dintorni e contrassegnata con , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...