Il Potere anfibio, metà visibile e metà occulto

Terzo appuntamento di Letture per Lottare – incontro con Giacomo Galeazzi, coautore con Ferruccio Pinotti di “VATICANO MASSONE. Logge, denaro e poteri occulti: il lato segreto della Chiesa di papa Francesco”, Piemme editore. 
“Io so ma non ho le prove” scriveva Pasolini appena un anno prima d’essere ucciso. Spesso non conosciamo neanche il disegno, il senso della trama, e quasi sempre ci mancano i dettagli.  Li abbiamo evocati, i “poteri forti”, già nel precedente incontro di Letture per Lottare. L’aveva sottolineato Angelo Ferracuti, nel ricostruire quei poteri capaci di muoversi al di sopra delle regole, per disporre del lavoro delle persone come più gli fa comodo. E magari creandoci attorno anche consenso, o riconoscenza, del tipo: ma come è buono lei!
24371Li avevo citati anch’io, nel momento del dibattito, ricordando la vicenda del Vajont, per l’analogia dei meccanismi che si ripetono. In quel caso i “poteri forti” erano quelli rappresentati dalla società che realizzò la diga, il cui proprietario, il conte di Misurata Giuseppe Volpi – lo stesso dell’odierna coppa Volpi a Venezia – era stato Governatore della Tripolitania al tempo di Graziani, e poi Ministro dell’Industria e Presidente della Confindustria nel resto del ventennio, salvo aprirsi agli Alleati e al nuovo corso, quando fu la nuova ora. A fare il “contropotere” c’era la corrispondente locale dell’Unità, Tina Merlin, Staffetta partigiana durante la Resistenza. Appunto, meccanismi che si ripetono.
I “poteri forti”: chissà se esistono anche i “poteri deboli”?
Oppure, l’espressione “poteri forti” è solo una metafora per sottolineare qualcosa che ha a che fare con l’intimità vera dei meccanismi del Potere con la P maiuscola, e non solo con ciò che vogliono ci appaia? Il potere anfibio, per usare un’espressione utilizzata da Giacomo Galeazzi, in questa serata il cui argomento specifico era quello del Vaticano e della Massoneria. Di cosa parla, infatti, il libro “Vaticano Massone“? Le prime pagine iniziano così:
“Quanto conta oggi la massoneria in Vaticano? che rapporti ha con l’elezione del primo papa gesuita della storia, Padre Jorge Mario Bergoglio? Questa inchiesta intende fare luce su uno dei nodi più spinosi – il rapporto tra chiesa e massoneria – tra quelli che attengono alla conoscenza di una realtà complessa come quella del Vaticano. L’infiltrazione della massoneria nelle sacre stanze della santa sede è stata spesso mormorata, suggerita, ventilata in più circostanze, ma nessuna seria inchiesta giornalistica ha scavato a fondo questo tema. È quindi giunto il momento di farlo: è tempo di verificare la consistenza di questo fenomeno, l’estensione di un problema di importanza centrale nella comprensione delle dinamiche di potere di una realtà universale come la chiesa cattolica. Una guerra per bande ha sconvolto e sconvolge la chiesa, che appare in profonda crisi. L’elezione di papa Francesco è solo il primo capitolo di una guerra interna, che si preannuncia lunga e problematica.”
Beh, senz’altro appare sotto un’altra luce l’elezione di questo papa così mediatico, che ha scelto per sé il nome del santo che parlava con i lupi, ma dopo essersi spogliato di tutto:
“L’elezione di un gesuita, padre Jorge Mario Bergoglio, al soglio di Pietro – si legge ancora nelle prime pagine del libro – rappresenta un fatto epocale. La vittoria in conclave del primo papa gesuita della storia è avvenuta dopo un gigantesco scontro di potere, le cui propor-zioni non sono ancora state comprese. Il pendolo della storia si è spostato, compiendo un’oscillazione amplissima, che muta gli equilibri della più antica istituzione del mondo.” 
Il libro di Galeazzi e Pinotti è molto ricco di documentazione, dettagliato e articolato nei tanti fatti analizzati; è più per la consultazione e lo studio oltre che per la lettura in quanto tale; alcune anticipazioni sono disponibili sul sito dell’editore.
Assai stimolante è stata anche la presentazione: “La Massoneria cerca di infiltrarsi nella Chiesa per legittimarsi, e in cambio offre canali facili con la Finanza” ha ricordato Galeazzi, introdotto da Mirella Piersigilli – documentatissima anche lei, non ho potuto fare  a meno di fotografare anche i suoi appunti – e poi dalle domande del pubblico, assai numeroso come negli incontri precedenti. “Non bisogna sottovalutare il potere inquinante dell’infiltrazione massone“, la capacità deviante del “potere anfibio, metà alla luce del sole e metà sotterraneo“, ha sottolineato Galeazzi.
Il libro dimostra che, anche quando non si riesce ad arrivare alle “prove”, attraverso un lavoro attento di analisi, approfondimento e ricerca critica è possibile però delineare il disegno, le dinamiche, interpretare le ragioni nascoste e tracciare la mappa, arricchendola dei dettagli che contano, per orientarsi.
Per questo m’è venuto in mente Pasolini, che quando scrisse quel suo articolo diventato famoso stava già lavorando al romanzo rimasto incompiuto “Petrolio”- con il giallo del capitolo sull’Eni, scomparso – immergendosi nei meandri nascosti del Potere.

(il quarto appuntamento con Letture per Lottare è il 21 novembre, con Giorgio Sacchetti, autore di “Lavoro, democrazia, autogestione. Correnti libertarie nel sindacalismo italiano” – sempre alle 18 preso il Palazzo dei convegni a Jesi).

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