Angelina, una storia partigiana

20131008-162229.jpgAngelina, una storia partigiana. Raccontata con i disegni, in questo caso da Quisco (Guido Carrara). Prodotto dall’Anpi di Tarcento e Tricesimo. Una storia vera, vissuta sulle Malghe di Plazè, non lontano dal Natisone, all’estremo confine orientale del nostro paese. Nel 1944 quel confine esisteva da nemmeno trent’anni, prima era un unico Stato, e anche in questa storia ci si muove di qua e di là dal confine, come in un unico paese. “Mantenere viva la memoria dei tantissimi episodi di abnegazione e di eroismo, fuori dalla retorica celebrativa per farsi monito perenne e insegnamento a capire anche la contemporaneita, è una fatica che non può essere addossata solo a coloro che sono sopravvissuti alle temperie di quegli anni terribili ma è un adempimento per le istituzioni democratiche e per tutti i cittadini che hanno compreso la lezione della storia e che sono sinceramente preoccupati della crescita e del futuro delle giovani generazioni”, scrive nell’introduzione Alessandro Tesini, specificando anche, riguardo alle giovani generazioni, l’importanza di “rivolgersi a queste ultime con un linguaggio comprensibile e con l’indicazione di episodi carichi di senso”. Ed ecco quindi la storia di Angela Perussi, una donna comune di fronte a eventi straordinari, che pongono l’esigenza di compiere scelte altreattanto straordinarie. La storia dovrebbe insegnare anche che “il successo non ê solo per i furbi ma deve essere per coloro che sanno adoperarsi per la comunità e la socialità”.
Mi pare che questo lavoro ci riesca bene a raccontare una storia secondo queste esigenze, il disegno non è solo un pretesto ma è il protagonista, lo sguardo narrante del racconto, supportato dal lavoro di tuti quelli che insieme l’hanno realizzato. La pubblicazione forse ha una diffusione soltanto locale, m’è capitata sotto mano ospite a casa di un amico della Carnia. Mi ha ricordato subito altri lavori visti di recente, diversi nello stile ma analoghi nell’intento, come quello di Simone Massii (“Animo resistente“), di cui ho seguito la proiezione ad Appignano nel mese di maggio, oppure quelli realizzati dagli amici della Staffetta della Memoria (“Assalto al treno”), destinati proprio ai ragazi delle scuole che la Staffetta incontra ogni anno nel suo tour sulla linea Gotica o negli incontri preparatori, nella nostra regione, durante l’anno.

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