L’emozione corre sul filo della fotografia

L’emozione corre sul filo della fotografia.  Mi sembra che sia questo sottotitolo il vero titolo della “Notte magica della fotografia“, organizzato dal Fotoclub di Potenza Picena ieri sera sabato 7 settembre nel centro storico del paese, che ha ospitato i lavori di 4o fotografi di vari circoli fotografici della regione, accogliendoli non in luoghi estranei, contenitori vuoti da riempire, ma dentro gli androni dei palazzi, i cortili di case private, nelle vecchie botteghe. Alcune forse riaperte per l’occasione e altre ancora in attività, un’antica tipografia, un forno d’altri tempi, una vecchia officina meccanica, un calzolaio, una sartoria e poi altri ancora, negozi, cartolerie, profumerie, un negozio vendeva confetti, un pub, la sede di un’associazione di ricamatrici o un’altra più politica, con le bandiere rosse le foto di Gramsci e di Impastato a ospitare le foto dell’ospedale psichiatrico di Macerata e subito fuori nel cortile le foto di un’altra “istituzione negata”, le vecchie “carcerette” di Jesi.  abcdOppure una biblioteca, per accogliere foto di pescatori scattate in qualche porto di pesca. Accanto ai 40 fotografi marchigiani era stata allestita anche l’esposizione “Il realismo di Nino Migliori“.  E poi, percorrendo i vicoli da un luogo all’altro, sotto loggiati e nelle piazzette, gruppi musicali che suonavano jazz, o proiezioni di foto: ce n’era una con i ritratti di famosi fotografi, incontrati di persona e frequentati, in tanti anni, da Claudio Marcozzi: mi sembrava di guardare il ritratto dello sguardo che ritrae, osserva e si rende partecipe al mondo. L’emozione corre sul filo della fotografia. La fotografia valorizza il paese e il paese ricambia valorizzando le fotografia, che entra nei luoghi per farsi essa stessa ritratto. In uno scenario insolito, un po’ laboratorio, con allestimenti e accostamenti che, forse, in altre situazioni potrebbero lasciare perplessi. Forse nessuna vera regia ma soltanto un canovaccio dovuto all’intuizione di chi per primo l’ha proposto – ma l’intuizione, lo so, non nasce mai dal nulla, ha sempre dietro di sé l’impegno e l’esperienza –  e poi lungo questo canovaccio la gente del paese ha iniziato ad addobbare. In qualche caso, credo, proprio a tirar fuori da cassapanche o credenze oggetti rimasti lì da chissà quanto tempo, cogliendo quest’occasione per esporli tutti insieme, come un museo antropologico. Quasi naif in qualche caso. Ho sentito dire che questa iniziativa è un’edizione “numero zero”, per provare l’effetto e poi farci un pensiero sopra per i prossimi anni. Credo che vedendo i risultati, i pensieri degli organizzatori siano già in subbuglio da soli. Mi sono divertito a scattare diverse foto, seguendo il filo della fotografia steso lungo il paese. Alcuni luoghi e quindi anche lavori fotografici non li ho ripresi e quasi me ne scuso ma non ero lì per nessun servizio. In qualche caso invece ho trovato degli specchi e non ho resistito a inserirmi anch’io dentro le foto che scattavo, farmi anch’io ritratto in questo bel gioco dove le foto non si limitano a ritrarre i luoghi ma entrano dentro per riviverli insieme. Complementi a tutti.
(le altre foto che ho scattato)

Annunci

Informazioni su Tullio Bugari

https://tulliobugari.wordpress.com/
Questa voce è stata pubblicata in fotografia e contrassegnata con , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...