La Staffetta e il Pungitopo

In bicicletta lungo la Linea Gotica. Piacevole incontro ieri sera (21 agosto) al lazzabaretto di Ancona, organizzato dal circolo naturalistico “Il Pungitopo“. Incontro da tarda estate, con l’aria che inizia a rinfrescare ma rende ancora più piacevole il raccogliersi tra amici e curiosi e chiacchierare insieme su questa avventura della Staffetta della Memoria. Prima di iniziare, mentre ancora stavamo sistemando sedie e libri, abbiamo proiettato i filmati con le foto delle ultime due edizioni, 2012 e 2013, ciascuno con in sottofondo una canzone della Staffetta. Le foto sono servite da richiamo a chi ancora gioronzolava nei paraggi. Così abbiamo iniziato. Una mia breve  presentazione (a me sembra sempre breve ma chissà?) e poi il il video della staffetta, per trasmettere l’esperienza con le immagini, far vedere un po’ dei luoghi e delle eprsone che vi abbiamo incontrato, ascoltare qualcuna delle loro parole.  E’ seguita una chiacchierata con i presenti, domande di curiosità, gli altri progetti della Staffetta, come il Parco Storico di Badia Tedalda, che cosa significhi immergersi dentro i percorsi della memoria, il significato magliettadi questo viaggio che noi leghiamo alle due date che lo incorniciano, il 25 aprile festa della liberazione e il 1° maggio defsta dei lavoratori, e poi la Costituzione, il cui richiamo è nella maglietta della Staffetta, quella con la frase di Calamandrei che si può leggere dalla foto qui a fianco.
C’erano ieri sera anche Andrea e Doriano, gli “inventori” della Staffetta, che hanno raccontato come il progetto sia nato. Ora, a meno di proposte nuove che possono sorgere nel frattempo, il prossimo appuntamento con il libro finora segnato sul calendario, è previsto per la prima settimana di ottobre (il 5 e il 6), e si tratta di un evento molto importante e dal significato assai particolare, che aspetto con molta intensità: è la veglia notturna sulla diga del Vajont, organizzata dai Cittadini per la memoria del Vajont.
Chiudo questa nota con una pagina del libro. Guardando il video, ieri sera, qualcuno ha esclamato: “bello questo posto, dove si trova?” Erano la foresta dell’Acquerino e poi il rifugio Le Cave, a Cantagallo:  “Magnifica alba al rifugio. Mi sveglio presto, tutti ronfano beati sui loro letti a castello. Scendo in silenzio ed esco. Il cielo è di un azzurro limpido e il sole, nonostante il bosco e l’altitudine, offre già un piacevole tepore: farà molto caldo oggi. Mi sgranchisco le gambe per una mezz’oretta, senza allontanarmi troppo. Gironzolo. Mi badurlo, si direbbe a Jesi. Ammiro il bosco, silenziosamente presente, lancio occhiate giù verso il fondovalle, misuro il paesaggio con lo sguardo. M’immagino una vacanza quassù, a badurlarmi davvero per i sentieri che salgono e scendono.
La comitiva è tutta in movimento ma tranquilla, con passi e gesti oramai proporzionati al ritmo di queste giornate e di questi boschi. Ci sediamo tutti insieme al tavolo grande e facciamo una ricca colazione con pane burro e marmellata. Si svolge così oggi il briefing per ripassarci gli orari e le tappe della nuova giornata, ma le cose essenziali già le sappiamo. C’è da pedalare, andare, fermarsi a Luicciana e poi a Vernio prima di salire verso la Storaia e da lì alla Futa, per chiudere infine la serata a Scarperia, la città dei coltelli, in terra di Mugello, poco sopra Firenze.
1Ogni giorno attraversiamo una o due province. Massa, Lucca, Pistoia. Oggi tocchiamo Prato e subito dopo Firenze. Ogni volta a percorrere vallate e paesaggi, incrociare ferrovie e strade che da sud a nord collegano ciascuna di queste province con la sua simmetrica al di là del crinale appenninico.
Mi distraggo sempre quando penso a questi reticoli di strade e ferrovie, come facevo da bambino nella mia campagna, quando il mondo mi sembrava già grande e le stradine bianche di sassi o morbide di terra non evitavano le case, anzi, spesso una strada andava dritta verso un cancello, lo aprivi, attraversavi tranquillo il cortile di quella casa e uscivi dal cancello opposto, per proseguire il tuo cammino. Si andava dritti, incontrando altri, non si girava attorno alle case… o alle cose… mi riprendo subito quando sento che qualcuno ha chiesto di far abbrustolire un po’ di fette di pane, e poi compare anche uno dei due panetti di lardo di Colonnata, già tagliato a fettine sottili. Sono profumate, quasi si spalmano sopra al pane caldo. Profumano l’inizio della nostra giornata.
Si parte. I ciclisti pedalando e gli autisti accompagnati con il fuori strada ai furgoni e alle auto lasciate più in basso. Lungo la discesa incontriamo dei caprioli. E’ un bell’arrivederci al bosco.”

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Informazioni su Tullio Bugari

https://tulliobugari.wordpress.com/
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