La liberazione delle campagne e delle città

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Presentazione di “In bicicletta lungo la Linea Gotica, in occasione del 69° della liberazione di Chiaravalle. Sono giornate dense di celebrazioni, queste, nella nostra zona, per ricordare in ogni città e paese la liberazione dal nazi-fascismo. Il passaggio del fronte di guerra è legato alla battaglia di Filottrano, nei primi giorni di luglio, nella quale furono impegnate truppe polacche e italiane. Fu una delle poche iniziative belliche in cui ci fu un ruolo importante del CIL, il Corpo Italiano di Liberazione. La battaglia era decisiva per la conquista di Ancona e poi di tutta la zona, liberata attorno ala seconda metà di luglio.

20130718-075951.jpg A Jesi avvenne il 20 luglio. In città oramai siamo abituati a vedere quella foto di una piccola colonna di partigiani in calzoncini corti, sullo sfondo l’Arco Clementino e dietro il corso che fu  poi intitolato a Giacomo Matteotti: nuovi nomi alle strade per sottolineare la ritrovata identità.
Anche nella vicina Chiaravalle la liberazione si celebra il 20 luglio.

I miei ricordi familiari sono legati di più a Chiaravalle, perché la mia famiglia abitava nelle campagne dei dintorni. Durante la guerra avevano dato il loro contributo, come tanti altri, nascondendo in casa partigiani o incursori alleati e custodendo le loro armi. Ne racconto un episodio, che riguarda mio padre, nell’introduzione al libro In bicicletta lungo la Linea Gotica, che sabato prossimo gli amici e compagni ell’Anpi di Chiaravalle mi hanno invitato a presentare, nell’ambito di un’iniziativa più ampia (guarda il programma), per celebrare la liberazione e avviare un progetto di ricostruzione delle memorie, per prepararsi anche meglio a festeggiare l’anno prossimo il 70 anniversario. Partecipo con vero piacere, come ritrovando una parte della mia stessa storia.

Il passaggio vero e proprio del fronte, che avvenne in quei giorni, l’ho sentito raccontare spesso dai miei, che lo avevano atteso nascosti in una buca di sette o otto metri scavata sotto terra, per un paio di giorni, ad ascoltare il rombo continuo di centinaia di aerei che solcavano il cielo diretti verso nord. Li ho sempre immaginati i miei familiari, ricostruendo la scena da quelle parole, con mia madre seduta insieme alle due figlie di dieci e cinque anni strette a sé, e mio padre in piedi nei paraggi, avanti e indietro, a sbirciare fuori o a controllare quei muri improvvisati con la terra, in attesa di tornare fuori tutti quanti insieme e trasformare quelle giornate in memoria da trasmettere.

Chiaravalle pagò un prezzo caro alla guerra. Il giorno di Sant’Antonio, il suo patrono, il 17 gennaio, c’era la fiera in paese ma un bombardamento alleato colpì il paese e distrusse, oltre alla stazione con i vagoni ferroviari carichi di munizioni, anche l’ospedale. Più di 80 vittime. I miei mi raccontavano di aver visto il cielo oscurarsi per gli aerei, poi ad un tratto era sembrato che quella massa nera si raddoppiasse: erano le bombe appena sganciate. Qualcuno salì  sul tetto della casa di campagna e vide da lì le bombe arrivare giù in paese, il boato orribile, le colonne di fumo verso il cielo. Inforcò la bicicletta e si precipitò giù lungo le stradine di campagna correndo il più veloce possibile per andare a vedere cosa fosse accaduto ai suoi parenti, agli amici, alla gente del paese.

Ecco le iniziative in programma il 20 luglio a Jesi e a Chiaravalle.

(I prossimi appuntamenti  con il libro sono a Pracchia (Pistoia) il 14 agosto (incontro con la marcia Sant’Anna di Stazzema-Monte Sole) e ad Ancona il 21 Agosto)

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Informazioni su Tullio Bugari

https://tulliobugari.wordpress.com/
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