Partigiani leggendari, insieme sui luoghi della memoria

Partigiani leggendari. Domenica 30 giugno ho rivissuto per un pomeriggio l’atmosfera respirata in aprile al seguito dei ciclisti in bicicletta lungo la linea gotica: la condivisione in gruppo di uno dei più importanti percorsi della memoria della nostra regione, Monte Sant’Angelo di Arcevia, dove il 4 maggio del 1944 fu consumato un grave eccidio.
1 23Hanno partecipato all’escursione una quarantina di persone, di Arcevia, Sassoferrato, Jesi e dintorni. Presenti insieme a me anche due staffettisti, Paola e Antonello, venuti apposta da Fano, che in aprile avevano pedalato dal Tirreno all’Adriatico.
Le condizioni atmosferiche non potevano essere migliori: cielo splendido, sole, un po’ di vento fresco, poca umidità e temperatura non elevata.
Si tratta della prima edizione di questa bella passeggiata a piedi, che tra qualche mese sarà ripetuta in bicicletta.
L’idea è venuta ad Angelo Verdini, il Presidente dell’Anpi di Arcevia, quando il 5 maggio ci siamo incontrati ad Appignano all’iniziativa La Rossa Primavera: lui per raccontare dell’eccidio, nei giorni dell’anniversario, commemorato quella stessa mattina ad Arcevia dalla Presidente della Camera Laura Boldrini; io invitato a presentare il libro In bicicletta lungo la linea gotica, che ho scritto al seguito della Staffetta della Memoria durante la lunga traversata dal Tirreno all’Adriatico. Il filo conduttore della serata era tenuto dalla Gang dei fratelli Severini, che hanno dedicato alle vittime del Sant’Angelo una canzone.
I percorsi della memoria devono essere percorsi, entrandoci dentro. E’ una battuta che ha iniziato ad essere presente in tutti gli incontri che ho avuto l’occasione di fare grazie alle presentazioni del mio libro In bicicletta lungo la Linea Gotica, scoprendo ovunque la voglia di condividere insieme i luoghi importanti della propria zona, e partendo da questi magari costruire a poco a poco una rete di percorsi all’interno della nostra regione, da proporre e da condividere magari anche con le realtà analoghe di altre regioni. Dai singoli ricordi di ciascun luogo ad una memoria collettiva più generale.
74L’appuntamento era stato fissato alle ore 15 davanti al memoriale “Mazzarini”, dove sorgeva l’abitazione dell’omonima famiglia di mezzadri che dava ospitalità ai partigiani sul monte, e che il 4 maggio del ’44 condivise con loro la tragica sorte. Tutti, compresa Palmina, di 6 anni. Su quel piazzale ci siamo raccolti, per ricordare la strage e io per raccontare agli altri il viaggio della Staffetta sulla Linea Gotica, sulle tracce della memoria: le tappe, la storia, il significato, i testimoni e le persone incontrate, le attività che dietro a quello stimolo sono nate, come il Parco Storico di Badia Tedalda – al confine tra Toscana, Marche e Romagna – e i campi di formazione e lavoro, a cui i ragazzi di Santa Maria Nuova da due anni partecipano. Poi, in poco più di un’ora, siamo scesi per i sentieri attraverso il bosco, passando per un altro casolare allora utilizzato dai partigiani, e siamo arrivati alla frazione di Montefortino, dove negli stessi giorni del ’44 fu consumato un altro episodio di quell’eccidio.
65La ragione esatta di questo rastrellamento che i partigiani, pare, proprio non si aspettavano, e la stessa dinamica dell’eccidio sono rimasti sempre incerti. I pochi testimoni sopravvissuti sono riusciti a scappare proprio perché non si sono trovati al centro degli eventi. Lo stesso numero esatto dei morti – circa una cinquantina – cambia a seconda delle ricostruzioni. Di certo, c’è lo scempio dei cadaveri ritrovati.
Monte Sant’Angelo oggi si presenta boscoso e disabitato; pur essendo alto appena sei o settecento metri ha l’aspetto del vero monte, ricco di verde e di sentieri invitanti, con un panorama che si allarga in tutte le direzioni, fino al mare e al Monte Conero e tutto attorno verso i monti dell’Appennino. Domenica era anche carico di ginestre, giallo ovunque. Durante la guerra invece era più abitato e anche coltivato, un po’ come tante altre zone della montagna italiana, allora dense di vita, di storie, con una vitalità arricchita ancora di più dalla presenza di tutti quei ragazzi ventenni, fuggiti quassù per rifiutare la chiamata di arruolamento della repubblichetta di Salò. Attorno al monte tante piccole frazioni, raggiungibili in pochi minuti da quei ragazzi, nei momenti più tranquilli, tra un’azione e l’altra. L’atmosfera era tale che alcuni giorni prima dell’eccidio avevano festeggiato il 1° maggio, in due diverse frazioni della zona, con una grande partecipazione e un senso di liberazione dopo tanti anni di silenzio, che faccio fatica a immaginare. La rappresaglia venne improvvisa e violenta, durante le ore della notte. I ricordi stessi faticano ancora ad essere nitidi.
Hanno partecipato alla camminata anche alcuni amici del Comitato in difesa di Monte Sant’Angelo, perché qualcuno vorrebbe riaprire le cave per l’estrazione delle pietre, che si aprono su un lato del monte. Sarebbe uno scempio non solo al paesaggio ma alla memoria stessa.

(le altre foto della giornata)

Annunci

Informazioni su Tullio Bugari

https://tulliobugari.wordpress.com/
Questa voce è stata pubblicata in LUNGO LA LINEA GOTICA, memorie e dintorni e contrassegnata con , , , , . Contrassegna il permalink.

4 risposte a Partigiani leggendari, insieme sui luoghi della memoria

  1. Pingback: Assalto treno (Albacina, 2014) | tulliobugari

  2. Pingback: Parte la Staffetta della Memoria 2014 | tulliobugari

  3. Pingback: Assalto al treno (2015) | tulliobugari

  4. Pingback: La festa delle liberazioni – L'erba dagli zoccoli

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...