Il sentiero degli dei

copertina-via-degli-dei12Il sentiero degli degli dei, di Wu Ming 2. L’ho letto da poco. L’avevo già individuato mentre scrivevo il mio “In bicicletta lungo la linea gotica”, e dopo che ne avevo sentito parlare, lo scorso anno dagli amici del Monte Sole Balkan Festival, mentre ero su da loro, in una bella serata di inizio giugno.
Il libro è scritto nella forma di romanzo, ma il romanzo in realtà lo usa solo come pretesto, per narrare un viaggio a piedi, passo dopo passo, sui crinali che da Bologna giungono a Firenze, lungo la via degli dei,  attraverso Monzuno, Monte Venere, la vecchia flaminia militare, la Futa , il Mugello. All’aria aperta, direttamente sotto al cielo, in cinque giorni, passando sopra alle gallerie della Tav, che con lo stesso tempo consente di fare il viaggio in treno, andata e ritorno, anche più di cento volte, ma senza vedere mai nulla. L’ho letto con vero piacere, alternando di tanto in tanto la lettura alle esplorazioni sulla mappa, per figurarmi meglio l’itinerario. Su alcuni posti, o nelle immediate vicinanze, ci sono stato, e quindi riesco a figurarmelo davvero, anche nelle sue fattezze fisiche. Lo consiglio a chi vuole esplorare quei sentieri, ripercorrere alcuni di quei tratti (la seconda parte contiene una vera e propria guida, con tutti i riferimenti utili al viaggio). Somiglia abbastanza al narrare che ho usato nel mio libro “In bicicletta lungo la linea gotica”, ma non nel senso della forma. Perché le differenze ci sono, ovviamente, e ben chiare: io uso la forma del diario, della cronaca a più voci e minuto per minuto per minuto, e racconto di un viaggio in bicicletta, a tratti anche veloce e non lento. Un viaggio di gruppo, inoltre, è fatto anche del vociare che un gruppo produce,  non è solitario e silenzioso come quello narrato in questo libro. La “sostanza” però mi appare identica. Come ho cercato di fare anch’io, questo libro esalta ancora di più il gusto e l’attenzione per i particolari, le storie uniche dei luoghi, il sentimento, la tensione che vive raccolta nei paesaggi. E poi anche le informazioni da estrarre e rimettere in circolazione, per svelare i misfatti. Sembra davvero di camminare insieme, passo dopo passo, e di soffermarsi insieme a ricordare e far rivivere storie, svelare angoli.
Un viaggio in solitaria procede per un’unica linea, vede e narra solo ciò che incontra direttamente sul proprio cammino, ma se è un viaggio lento e attento, riesce a vedere il molto che su quella linea si raccoglie. Perché il viaggio non è la meta, è quando si viaggia.

All’inizio del viaggio sono in due, c’è l’amico più tecnico e professionista del camminare, che quasi snobba il suo amico che non si stacca da internet per documentarsi o dai suoi libri, ma poi, con una sbrigativa ironia, ecco che interviene una storta alla caviglia e i professionista se ne torna a casa in corriera. Il viaggio prosegue ma in solitaria.

Una descrizione sintetica del libro si trova su questo sito, lo stesso da cui ho tratto l’immagine che ho utilizzato a commento: http://www.wumingfoundation.com/giap/?p=288

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Informazioni su Tullio Bugari

https://tulliobugari.wordpress.com/
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