Fil rouge

Fil rouge di Alessandro Seri, al salone del libro di Torino, presentato da Salvatore Sblando. Romanzo di ambientazione storica, e in particolare scritto in prima persona femminile, con impegno certamente aggiuntivo, oltre alla normale “fatica” dello scrivere.
” Sì, molto faticoso ma stimolante – dice Alessandro. Mentre la parte più avvincente devo ammettere è stata la ricerca storica. Ho ad esempio dovuto rassegnarmi al fatto che il balcone di Romeo e Giulietta che si trova a Verona è solo una recente invenzioni fatta su misura per il turista ignaro. Volevo citarlo come esempio di afflato romantico di Yvette durante un soggiorno nella città scaligera, ma poi procedendo con le ricerche mi sono reso conto del bluff. Delimitare la parte storica è stato davvero interessante anche per lo sviluppo del personaggio. La sua è una parabola che da ragazzina borghese e spensierata la porta a trasformarsi in donna determinata che, contro le convenzioni dell’epoca, decide di essere indipendente e sceglie di lasciare la sua città d’origine, Versailles, per iscriversi alla Sorbonne. Vivendo a Parigi però affronterà anche tutte le disillusioni insite in ogni percorso formativo.”
(Piccola recensione in diretta, mentre la presentazione si sta svolgendo)

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Informazioni su Tullio Bugari

https://tulliobugari.wordpress.com/
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3 risposte a Fil rouge

  1. wwayne ha detto:

    Se ti piacciono i romanzi di ambientazione storica ti consiglio “22/11/’63″ di Stephen King. Leggendo il nome dell’ autore magari pensi che ci troveresti chissà quante pagine intrise di sangue, ma ti assicuro che King negli ultimi anni si é molto ammorbidito: “22/11/’63″ e l’ altrettanto bello “Joyland” ne sono la prova.
    Spero che questo mio post ti dia degli ulteriori spunti per le tue letture future: http://wwayne.wordpress.com/2013/04/27/la-fine-di-un-era/. Ho parlato di libri anche in un post che ho pubblicato oggi, ma i miei autori preferiti sono tutti nell’ articolo più vecchio. : )

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    • Tullio Bugari ha detto:

      Grazie per i consigli e per l’indirizzo del tuo blog: ho curiosato un po’ e mi sembra molto ricco di informazioni. Teniamoci in contatto. Ciao.

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      • wwayne ha detto:

        Io cerco sempre di tenermi in contatto con i blogger che rispondono ai commenti. Che sono più unici che rari, esattamente come i bravi commentatori.
        Bisogna partire dal presupposto che 9 lettori su 10 non commentano, per timidezza o semplicemente perché non hanno nulla da dire; come se non bastasse, anche quell’ unico lettore su 10 che ha il coraggio leonino di lasciare un commento spesso non ti scrive nulla di che, si limita a farti i complimenti per il blog, a dirti che concorda con le posizioni che hai assunto nell’ articolo eccetera.
        Poi una volta ogni tanto capitano i commentatori con la C maiuscola, quelli che scrivono un commento lungo, articolato, che sviluppa delle riflessioni profonde e ti fa notare dei dettagli che altrimenti ti sarebbero sfuggiti. Ecco, quando ne trovo uno così io spero sempre di non perderlo, di sviluppare con lui una discussione ogni volta che pubblicherò un nuovo post. Grazie per la risposta! : )

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