Staffetta della memoria 2013, prime impressioni

1Prime impressioni.
Gran bella esperienza anche quest’anno. L’unico rammarico, per me che non pedalo, riguarda il gruppo parallelo di podisti, autonomo dai ritmi dei ciclisti, con un’escursione ogni mattina e visite nel pomeriggio, che avevamo programmato ma che, dopo tanti tira e molla di diversi amici indecisi non è stato più possibile formare: non sanno cosa si sono persi, bisogna che decidano meglio il prossimo anno. Conseguenza, ho camminato meno di quanto avevo sperato e di nuovo ho partecipato alla logistica della Staffetta a supporto dei ciclisti, anche se non ho avuto la responsabilità di guidare il furgone delle bici, come lo scorso anno. Per il resto, si tratta sempre di una gran bella esperienza.
La principale differenza rispetto allo scorso anno ha riguardato la composizione del gruppo. Le persone nuove erano più della metà dell’intero gruppo e alcuni venivano anche da altre città o regioni. Molti di noi non si conoscevano uno con l’altro. Però ci siamo subito affiatati, diventando fin dalla prima sera un vero gruppo, unito, curioso, capace di divertirsi e al tempo stesso di seguire con interesse tutti i momenti programmati.
Rispetto al programma e all’itinerario dello scorso anno le varianti sono state poche. A parte qualche cerimonia in più e qualche altra in meno, le modifiche hanno permesso ai ciclisti forse alcune escursioni emozionanti in più, come la traversata per intero del Parco del Casentino, aggiungendo quest’anno anche una tappa da Marradi a Castagno di Andrea, per poi proseguire il giorno dopo – questo tratto anche lo scorso anno – da lì a Badia Prataglia. Ma questa volta prendendosela più comoda e fermandosi a perlustrare i resti di nuove postazioni.
Per i podisti – che come ho detto erano in formazione “ridotta” ma non hanno desistito -il momento nuovo e più interessante e forse anche emozionante – è stata certamente la visita al museo di Ca’ di Malanca, abbarbicato sulle montagne tra Brisighella, Marradi e Casola Valsenio.
Tra le altre novità, tutti insieme ciclisti e podisti, abbiamo visitato i sotterranei della ex Società Metallurgica Italiana di Campo Tizzoro, il Parco Memoriale della Linea Gotica a Torricella di Vernio, il Centro di Ricerche e documentazione sulla Linea Gotica a Ponzalla di Scarperia e il museo La linea dei Goti a Montegridolfo. Emozionanti anche le visite già svolte lo scorso anno, al Museo della resistenza di Montignoso e ai bunker sotterranei di Anchiano, Frazione di Borgo a Mozzano. Ma per molti del gruppo anche queste visite erano una novità.
Per me in particolare, quest’anno, c’è stata la possibilità – mi sono organizzato nel modo giusto – di salire a piedi anziché col fuoristrada al rifugio Le Cave di Cantagallo.
Anche gli incontri con le scuole si sono svolti in modo diverso, alcuni concentrati e anticipati al 23 e 24, subito prima della partenza; in un’altra occasione invece si sono invertite le parti e sono stati i ragazzi di San Godenzo e Castagno di Andrea a venirci a trovare e leggerci le storie che si sono fatti raccontare dai loro nonni, di quando erano ragazzi come loro.
Altra novità ancora è stata costituita da tre sere di feste e di incontri consecutivi, tutti in diretta su Radio TLT, rispettivamente a Casola Valsenio il 28, a Castagno di Andrea il 29 e a Badia Tedalda il 30. Ogni volta con gli amici del posto, cioè l’Anpi, o il Comune, o la Pro Loco. In alcune occasioni ho trovato uno spazio per parlare direttamente del libro “In bicicletta lungo la linea gotica”, nel quale ho preso spunto dalla cronaca di viaggio della staffetta 2012 per parlare delle persone, dei paesi e delle storie della Linea gotica. Sabato 27 a Scarperia, in un incontro organizzato dal Comune e dalla Biblioteca, ho potuto parlarne insieme alla scrittrice Simona Baldanzi, di Barberino Mugello e autrice di Mugello sottosopra, per unire le memorie di ieri con quelle di oggi. Un’altra scrittrice incontrata, è stata Nicoletta Agricoli, di cui durante la festa a Castagno di Andrea sono stati letti alcuni brani dal romanzo “La Signorina”. Il momento più emozionante per la Staffetta resta, probabilmente, sempre la visita al Monte Battaglia e poi l’incontro, alla sera, con Aurelio Ricciardelli, di cui durante la festa a Casola è stato letto il suo racconto inserito nel recente libro “Io sono l’ultimo”.
A pensarci bene, non sono poche le novità introdotte quest’anno, e io sto pure saltando troppe persone e troppi luoghi del nostro viaggio, da Montignoso, a Cantagallo, Vernio e ancora altri. Sta tutto scritto, sinteticamente e velocemente ma per intero, nel diario di viaggio che ho scritto e postato sul blog in tempo reale, momento per momento, arricchendolo anche con un po’ di fotografie. Magari mancano talvolta i nomi dei luoghi o delle persone oppure i commenti sono un po’ sommari, ma preferisco lasciare i testi così come li ho scritti mentre viaggiavamo, appoggiato ad un albero mentre aspettavo i ciclisti oppure il mattino al momento della partenza o in altri momenti ancora, ogni volta che una pausa me lo permetteva. Come una specie di diretta, che ora si può rileggere tutta insieme alla pagina Diario 2013.

Ma prima di chiudere, la citazione dell’anno (tra l’altro, anche questa volta è nata mentre eravamo in baldoria sù al rifugio Le Cave: ci dev’essere una ragione!): “Se non c’è il vento, la montagna non parla”. Non cito l’autore ma lui sa che non è per togliergli il merito, ma solo perché questa battuta l’abbiamo fatta subito nostra, di tutto il gruppo.

Le attività della staffetta: www.inbiciclettasullalineagotica.it
Il libro sulla staffetta: http://lungolalineagotica.wordpress.com

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Informazioni su Tullio Bugari

https://tulliobugari.wordpress.com/
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