Il paese degli umiliati

dignitàUso il simbolo del forum di Tunisi, che mi sembra il più adeguato, ma per parlare del nostro paese. La tragedia di Civitanova. Sentivo alla radio che questa mattina i familiari delle vittime hanno contestato la nuova Presidente della Camera. Avranno voluto sfogarsi con qualcuno che rappresenta le istituzioni. Ogni tanto ci vuole. Gli tocca anche questo a Laura Boldrini, che ha risposto “non potevo non venire”. Ieri sera invece ha avuto vicino a Jesi un incontro con la sua regione. Davvero tantissima gente. Quasi troppa! Tutto con un grande senso di affetto, amicizia, vicinanza e aspettative per il suo nuovo ruolo. Alla fine del suo breve saluto Laura – ieri sera a Monteroberto – aveva chiesto di dedicare un minuto di silenzio a Romeo, Anna Maria e Giuseppe, le tre vittime di Civitanova Marche. Richiamando tutti noi a questa tragedia. Ho letto poco fa su la Repubblica anche un commento di Chiara Saraceno, Il paese degli umiliati. Mi chiedevo se c’è qualche tratto analogo tra questa tragedia e le auto immolazioni nella vicina Tunisia, di cui leggevo qualche giorno fa – mentre ero a Tunisi per il Forum Sociale Mondiale – su un libro dell’antropologa Annamaria Rivera: il fuoco della rivolta. L’autrice – trattando il fenomeno delle “torce umane” ma estendendo l’analisi anche ad altre forme di suicidio, e più in generale inserendo anche chi tenta la sorte con una barca in mezzo al mediterraneo – mette in evidenza come in questi casi il gesto estremo, pur restando sempre un dramma individuale e da rispettare in quanto tale, sia anche un fatto sociale e rappresenti in qualche modo l’ultimo limite possibile, invalicabile, per poter ancora difendere e riaffermare la propria dignità. Dignità. Era proprio questa la parola scelta per rappresentare il forum mondiale. E’ proprio questa la parola che esprime in un modo più dignitoso l’espressione affine che richiama invece la vergogna.  Non c’è nulla di esaltante infatti, di mitico o eroico, anche se poi queste morti sono destinate  loro malgrado a diventare simbolo, sperando sempre che servano ad altre situazioni analoghe e non si siano consumate invano. Il tutto appare molto tragico, e di una portata sociale che ancora ci sfugge. In che razza di società vivremo?, come scriveva qualche anno fa in un suo libro Laura Balbo. Naturalmente si tratta di fenomeni assai complessi, che meritano un’attenzione molto maggiore. Ma “Di tutto ciò non si parla nelle diverse agende su cui si intrecciano le negoziazioni politiche, si delineano possibili programmi di governo, si ipotizzano o rifiutano alleanze”, conclude amaramente Chiara Saraceno nel suo articolo.  Possiamo solo iniziare a dedicargliela, questa attenzione, anche nell’analisi e nella riflessione, con un’adeguata metodologia scientifica, e uno sguardo umano.

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2 risposte a Il paese degli umiliati

  1. Stefano Zucchiatti ha detto:

    L’ha ribloggato su Voci da Tunisi.

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  2. giuseppe ha detto:

    Continuate cos, bravi!

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