La carovana antimafia parte dal Forum di Tunisi

20130329-114428.jpgTerza giornata. Oggi ho scelto l’assemblea da dove parte la carovana internazionale Antimafie, con Libera, Arci e altre associazioni. Un occasione per presentare l’esperienza italiana e riproporla a livello europeo e internazionale. Il 3 aprile la carovana sarà a Palermo, città al centro e punto di partenza di una riscossa necessaria. Tra le domande domande poste ai ragazzi di Libera dalle persone venute qui a Tunisi da altri paesi, ci sono soprattutto quelle sulle iniziative sulla confisca dei beni ai mafiosi e la loro riassegnazione alle cooperative sociali, a cui i ragazzi di Libera hanno risposto raccontando come questa esperienza sia nata, dopo la morte di Falcone e Borsellino, e si sia poi sviluppata. Tra gli interventi dei presenti, quello di Paolo Beni, presidente dell’Arci, da poco parlamentare, con al polso il braccialetto bianco “100 giorni”, della campagna “Riparte il futuro”. L’economia criminale purtroppo si è infiltrata ed è diventata un momento dell’economia legale, dove trova la possibilità di svilupparsi ulteriormente e costruire anche consenso sociale, rafforzandolo con l’isolamento e la solitudine degli individui che ne sono vittime. C’è anche l’omertà, la rassegnazione o anche la connivenza di poteri pubblici. Le mafie hanno bisogno di una società debole, di una cultura, di una società civile e una economia deboli e ricattabili, per sviluppare la propria funzione. Che senso ha, di fronte a questo,  la nostra azione?
Per sconfiggere le mafie ci vuole allora un lavoro di animazione sociale, per rompere l’isolamento delle vittime e dei territori oppressi. Occorre riappropriarsi delle risorse e delle energie per ricostruire un’economia sana e una società forti. La legge sulla confisca nasce da questa idea, che i patrimoni restituiti alla societa diventino la rappresentazione della possibilità di riscossa, per restituire fiducia.
La carovana vuole dare questo messaggio. Ridare voce dove si consuma l’oppressione. Costruire reti di relazioni umane civili sociali per una possibilità di riscatto. Le istituzioni da sole non possono farcela con la sola repressione. Occorre anche l’azione sociale contro la criminalità. Ma non si tratta solo di rispetto della legalità e delle leggi ma anche di un momento della lotta per la giustizia sociale, anche lottando per cambiare le leggi.
Nelle sedi istituzionali ci vuole una presenza che si riallacci alla campagna “Riparte il futuro”‘ il cui simbolo è il braccialetto “100 giorni ” dall’inizio della legislatura, dei quali i primi sono già passati. Questo il senso della proposta. Poi le domande e le discussioni sono entrate anche nel merito degli aspetti più specifici o delle stesse difficoltà di successo che possono incontrare le iniziative economiche e sociali sui beni riassegnati, talvolta non adeguate e quindi con la necessita di rimodulare in modo piu efficace gli interventi. Il 3 aprile la carovana sarà a Palermo, a confrontarsi con i cittadini, i giovani e gli studenti.

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Una risposta a La carovana antimafia parte dal Forum di Tunisi

  1. Stefano Zucchiatti ha detto:

    L’ha ribloggato su Voci da Tunisi.

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