Le migrazioni al Forum di Tunisi

img_4434Seconda giornata di seminari. Dopo una lunga e complessa scelta tra i tanti argomenti, oggi ho scelto di dedicare la mia attenzione all’immigrazione. Il primo seminario del mattino è iniziato in orario. Gia si muovono tutti più sicuri, come a casa propria.  Girando per i viali, i padiglioni e gli stand, sembra che ci sia anche più gente. Il seminario era organizzato dall’Archivio delle Memorie Migranti, un’associazione italiana. Il titolo:”Comunicare l’esperienza dei migranti: un esempio di resistenza contro il razzismo in Italia“. Hanno presentato il loro progetto, raccontato le loro attività e il metodo di lavoro, un approccio partecipativo basato sulla soggettività delloo stesso migrante, che parla di sè attraverso la prpria rappresentazione del fenomeno che lo riguqrda, in cui si trova vivere. E’ importante lavorare per far e,ergere una rappresentazione alternativa a quellq dominante, che utilizza le categorie, il linguaggio e le metafore della guerra: invasione, bomba a orologeria e cosi via. E’ stato poi proiettato anche un video girato al famigerato centro di Ponte Galeria a Roma. Dare voce alle memorie in questo caso serve anche a dare un’inofornazione corretta delle vera realtà.

Nel pomeriggio ci sono invece i seminari organizzati dall’Arci:
—  L’auto organisation des migrants, leur prise directe de parole, leur rôle au sein du Mouvement Altermondialiste
—  Du Mexique à la Méditerranée: MIGRER POUR VIVRE! Pour le droit à la liberté de circulation!

Ho tradotto (con qualche approssimazione perchè non conosco la lingua ma non m’intimido, se posso mi arrangio) questo brano dal documento che promuove uno dei seminari:  
“Attualmente, vi è una recrudescenza di un “clima” (“climat”) politico-culturale e ideologico favorevole alla ricomparsa di alcune forme di razzismo e xenofobia, che credevamo scomparsi con la fine dei regimi fascisti e del colonialismo storico. Le società civili sono terrorizzate dai media, dai partiti politici e dai governi che stigmatizzano gli immigrati come la principale minaccia alla sicurezza dei cittadini. In questa situazione, i migranti cercano ogni giorno di resistere e reagire. I territori di transito sono sempre più il teatro di rivolte più o meno organizzate. Nelle società di arrivo si sviluppano lotte e campagne – sia nella società civile che a livello istituzionale – a favore dell’affermazione dei diritti sociali e politici dei migranti. Da queste esperienze di resistenza emergono spunti di riflessione, dai quali partire per fornire una prospettiva più ampia al movimento dei migranti e un sostegno. I settori più attivi e consapevoli della popolazione migrante hanno avviato processi di auto-organizzazione, affermando il loro status di soggetti in grado di prendere la parola nel movimento antirazzista a favore dei diritti dei migranti, lontano dalla logica paternalistica, e di assistenza, che confina i migranti nel solo ruolo di vittime. Questi processi sono spesso all’origine di incomprensioni tra i migranti e i loro alleati. Quali potrebbero essere le ragioni di tali incomprensioni? Come promuovere il protagonismo attivo dei migranti da un lato, e dall’altro dare garanzie, che i loro alleati locali sostengano le loro ragioni e  i loro modi di approccio, riconoscendo ​​loro il diritto all’autonomia, all’auto organizzazione, il rispetto?”

(la foto utilizzata è tratta dal sito: VOCI DA TUNISI)

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Informazioni su Tullio Bugari

https://tulliobugari.wordpress.com/
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Una risposta a Le migrazioni al Forum di Tunisi

  1. Stefano Zucchiatti ha detto:

    L’ha ribloggato su Voci da Tunisi.

    Mi piace

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