“La Costituzione più bella del mondo”

16 marzo. Insediamento della nuova Presidente della Camera, Laura Boldrini.
Chi l’avrebbe detto, proprio nell’anniversario del rapimento di Aldo Moro e nella giornata della memoria delle vittime di mafia. Bel discorso, ci fa tanto più effetto perché non ci siamo davvero abituati. Godiamoci per ora le parole e l’impegno, poi lo sappiamo già che le parole non ci bastano mai perché la strada resta sempre in salita (ma a questo ci siamo abituati, e comunque è dalle parole che bisogna iniziare).
Discorso non solo di circostanza istituzionale ma ricco di tanti spunti politici e sociali, di quelli che da tempo vorremmo ascoltare.
2smnSui rifugiati e sui migranti (“Permettetemi un pensiero per i molti, troppi volti senza nome che il nostro Mediterraneo custodisce”);
sulle diseguaglianze (”Abbiamo l’obbligo di fare una battaglia vera contro la povertà, e non contro i poveri: dobbiamo garantirli uno a uno. Quest’Aula dovrà ascoltare la sofferenza sociale”);
sulle donne (“Dovremo farci carico dell’umiliazione delle donne uccise da violenza travestita da amore”); sulla situazione carceraria (“Dovremo stare accanto ai detenuti che vicino in condizioni disumane e degradanti”);
sul lavoro  (“Dovremo dare strumenti a chi ha perso il lavoro o non lo ha mai trovato, a chi rischia di perdere la Cig, ai cosiddetti esodati, che nessuno di noi ha dimenticato. Ai tanti imprenditori che costituiscono una risorsa essenziale per l’economia italiana e che oggi sono schiacciati dal peso della crisi); 
e su tanti altri aspetti reali che ci riguardano ma spesso vengono dimenticati (“alle vittime del terremoto e a chi subisce gli effetti della scarsa cura del nostro territorio”).

In particolare però mi preme ora sottolineare questo passaggio:”In quest’Aula sono stati scritti i diritti universali della nostra Costituzione, la piu’ bella del mondo. In Parlamento sono stati scritti ma sono stati costruiti fuori da qui, da chi ha lottato per liberare l’Italia e gli italiani dal fascismo”.
E subito dopo, come a legare insieme il passato e il presente: “Ricordiamo il sacrificio di chi è morto per le istituzioni e dei morti per la mafia, che oggi vengono ricordati a Firenze».

(la foto che ho scelto a commento, non è di Laura nella sua nuova veste istituzionale, ma in un’0ccasione altrettanto istituzionale ma dal basso, quando qualche settimana fa ha ricevuto (qui dalle nostre e sue parti), la cittadinanza onoraria del Comune di Santa Maria Nuova (An), in una giornata dedicata ai rifugiati, in gemellaggio col Comune di Lampedusa e Linosa; mi piace pensare che tutti insieme le abbiamo portato fortuna: che possa esserle di auspicio, non solo a lei ma anche a tutti noi.)

(Il video del discorso integrale)

 

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