“Ho una storia per te”



ho-una-storia-per-te1“HO UNA STORIA PER TE”  di Attilio Coco 
(Edizioni Spartaco; pagine 176; 14,00 €)

“Ho una storia per te” è un romanzo di “memoria”, ispirato ad una storia vera e con precisi riferimenti storici – del periodo della Resistenza sulla Linea Gotica nell’Appennino pistoiese – ma non è un romanzo storico, cioè di una vicenda ambientata in un “tempo passato”, da sottrarre all’oblio e rievocare nei suoi dettagli per una qualche nostalgia personale, o curiosità da studiosi. È invece una storia presente nella memoria di oggi, perché legata a “un tempo sempre vivo”, fresco come il primo giorno e che accompagna il protagonista nel suo intimo, in modo costante negli anni: tenace e forte, anche se discreto, vivendo nel riparo del pudore quel qualcosa in più che lo tormenta.
Per questo, mentre leggevo il romanzo la prima volta, mi venne subito in mente di dare alle note che avrei scritto – e che in larga parte ora riprendo – questo titolo:  Il pudore tenace della memoria.
I personaggi del libro sono uno scrittore cinquantenne – che a che fare con le storie della Resistenza, e il loro senso, attraverso i libri che ha letto, sui quali si è formato, e quelli che lui stesso ha cercato di scrivere – e il suo amico ottantenne, che invece la Resistenza l’ha vissuta, da partigiano. E che dopo la Resistenza è stato per molti anni il proiezionista del cinema del paese. Come se avesse voluto apposta collocarsi alle spalle degli altri, al cinema, come se gli altri facessero parte anche loro delle storie che si svolgono sullo schermo. Storie di altri, appunto, diverse dalla storia di sé, che custodisce con geloso pudore. Fino a che un giorno – certamente non un giorno qualunque anche se nulla lo scandisce: anzi, il contesto è quello di un’aria da calura ferma e quasi vuota o sospesa, ma forse è più appropriato dire “in attesa” – il proiezionista fa un passo in più e decide di condividere il suo pudore con l’amico scrittore.
E’ così totale, e al tempo stesso impercettibile questo salto di dimensione, che l’amico più giovane, lo scrittore,  non riesce a percepirlo subito, ha bisogno di più tempo. Il tempo di un metabolismo, di una metamorfosi, più lento e corporeo del solo ascolto razionale. L’autore li descrive così i pensieri dello scrittore, quando qualche giorno dopo ripenserà a questo momento: “… s’era reso conto di aver avuto accanto, per tutti quegli anni, passati, un vero personaggio della Storia (ma) continuavano ad affliggerlo un percepibile fastidio e un inspiegabile imbarazzo dovuto a qualcosa che gli rimaneva ancora ignoto”.
1Ho trovato molto interessante questo ignoto, perché in fin dei conti la memoria, quando decide di parlarci, non disvela nulla che ci sia già noto, nel senso dell’ovvietà del reale. Semmai è il contrario, va oltre l’ovvietà e ci mostra un ignoto di cui non sospettavamo l’esistenza. Proseguendo nella lettura della storia, sembra quasi che ci siano dimensioni dell’ignoto che continuano a sfuggire allo stesso autore. Che ha l’accortezza di citarlo appena questo ignoto, senza cadere nella tentazione di spiegarlo.
Il ritmo del racconto scorre tranquillo, quasi lento, quasi estendendo da ogni istante del tempo la densità che questo istante contiene, con una lingua che sembra adeguarsi a questo modo di scorrere, quasi che in questo modo il tumulto interiore delle nuove dimensioni intime, aperte dalla memoria, possa svolgersi più tranquillamente, su uno spazio più ampio, senza intralci. A mano a mano che lo scrittore metabolizza nel proprio intimo il senso intimo del pudore dell’amico, anche il sguardo si allarga e così le sue stesse letture, delle tante storie scritte sui libri, diventano di nuovo capaci di cogliere alcune sfumature di quell’ignoto, che resta sempre ignoto ma via via appare anche un po’ più familiare.
Troviamo così alcuni riferimenti a Don Chischiotte – il più impalpabile degli eroi – oppure a Fenoglio, riferimenti accompagnati da un’ipotetica discussione che il protagonista scrittore immagina di fare con sua moglie, sull’ordine e il suo caos.
Oppure alcune riflessioni sulla letteratura – “Non più letteratura che crea mondi di finzione capaci di gettare un lucido sguardo sulla realtà, ma la finzione che si insinua nella realtà ristrutturandola.” – e sul suo rapporto con la vita – “…avrebbe dovuto abbandonare qualunque legame con la scrittura, i romanzi, il suo lavoro e mettersi di fronte alla vita (…) La vita nuda, quella che si incrocia prima della possibilità che essa ha di farsi letteratura. La vita tremenda, lacerante e meravigliosa che a volte la scrittura coglie ma da cui, abbastanza spesso, protegge”.
La letteratura e la vita nuda, l’una intrecciata all’altra, come il presente e la memoria, i due lati sui quali sembra svolgersi il rapporto di amicizia tra i due personaggi.  Il finale l’ho trovato giusto, nel senso di proporzionato. Tutto si scioglie, tutto avviene come se nulla avvenisse, nulla muta davvero ma nulla è più come prima, perché qualcosa è accaduto, e non soltanto ora e qui ma anche “prima”.  E l’aria è di nuovo fresca, la calura che avvolge l’intera storia s’è dissolta.

Ho incontrato questo libro inseguendo storie di resistenza, quando lo scorso anno mi apprestavo a seguire l’avventura della, Staffetta della memoria sulla Linea Gotica. Poi ho conosciuto l’autore, conversammo insieme e con altri amici quando venne non lontano da qui con il suo libro. Siamo rimasti in contatto, ho seguito le sue presentazioni itineranti e qualche volta ci siamo sfiorati, lui con la sua “Ho una storia per te” e io con “Jugoschegge”.

In questi mesi ho avuto occasione di passare su quelle montagne e in quegli stessi paesi, non solo con la Staffetta ma tornandoci ancora, cercando anch’io qualcosa di quelle storie, atmosfere, situazioni. A distanza di un anno, alla vigilia di un nuovo viaggio con la Staffetta, l’interesse stesso suscitato attorno a questi temi ha creato l’opportunità per organizzare un nuovo incontro con l’autore Attilio Coco proprio qui a Jesi, sabato 2 marzo alle ore 17, al centro sociale l’Incontro, in via Tessitori. Per parlare di memorie, del senso delle storie, del nostro paese, del nostro tempo, e del nostro sguardo su queste cose.

L’evento su FB

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Informazioni su Tullio Bugari

https://tulliobugari.wordpress.com/
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