Rivoluzione culturale

1smn“Quello che hanno fatto a Lampedusa è anche e soprattutto una rivoluzione culturale.”  Sintetizzo così l’intervento di questa mattina di Laura Boldrini al Comune di Santa Maria Nuova, riferendosi alla nuova amministrazione guidata a Lampedusa da Giusi Nicolini dallo scorso mese di maggio, e alla sua lettera 2smn/appello lanciato all’Europa, ma anche e soprattutto al nostro paese affinché porga la dovuta attenzione all’accoglienza dei profughi che giungono sulle nostre coste. L’occasione, la cittadinaza onoraria che il Comune di Santa Maria Nuova ha voluto conferire a Giusi Nicolini, sindaco del Comune di Lampedusa e Linosa, e alla stessa Laura 3smnBoldrini, già alto commissario dell’UNCHR. Giusi Nicolini non ha potuto essere presente direttamente, a causa di improvvisi e importanti impegni nell’isola, ma ha seguito la cerimonia ed è intervenuta grazie ad un collegamento video via internet. In rappresentanza di Lampedusa e Linosa era presente in sala il vice sindaco Massimiliano
4smnSferlazzo.

Mi veniva in mente, mentre li ascoltavo parlare, sia in sala che da Lampedusa attraverso il collegamento web, la differenza di esposizione mediatica concessa in passato alle precedenti amministrazioni e all’amministrazione attuale, che, come ha sottolineato Laura Boldrini, ha compiuto quella che 5smnpuò essere definita una rivoluzione culturale, per tutto il nostro paese. Lo stimolo, cioè, a riaprire gli occhi di fronte alla realtà. “L’idea di una politica che deve essere innanzitutto umana” come ha detto il vice sindaco Sferlazzo.

La cerimonia è stata introdotta dal sindaco di Santa Maria
6smnNuova Angelo Santicchia; poi alcuni ragazzi del comune hanno letto la lettera appello del sindaco Giusi Nicolini e di seguito la delibera del conferimento della cittadinanza onoraria, consegnata dall’assessore ai servizi sociali Paola Moreschi.
La cerimonia si è poi trasferita all’ex teatro comunale, per parlare di “Mediterraneo un mare di pace”,  ospitando tra gli altri interventi, la testimonianza di un ragazzo rifugiato: la partenza dal suo paese, le mille traversie del viaggio attraverso il Sahara e il Mediterraneo, fino a quando – dopo 4 anni – è riuscito a entrare in un progetto Sprar.  Un racconto commovente ma anche lucido e chiaro, di chi  vuole raccontare affinché si sappia, e si esca dall’indifferenza. Il ragazzo intervenuto ha ricordato anche  di una “grande barca” – con circa 300 persone, tra le quali alcuni suoi amici – che nel 2011, durante la recente guerra in Libia, è stata colpita probabilmente da un attacco militare ed è affondata senza che si sia saputo più niente delle persone a bordo: nessuno ha parlato di queste cose sui media. Indifferenza.
“Ogni viaggio è una roulette russa” sottolineava la Boldrini, “a cui chi è costretto a scappare dal proprio paese non può sottrarsi. Troppe sono le persone  che perdono la vita in questo tentativo estremo e respingerle  – quando riescono ad arrivare –  significa solo  rigettarle non loro inferno.”

banda art 11Ha accompagnato la cerimonia la banda comunale del paese. Interessante anche la cornice dell’ex teatro comunale, dove si è svolta la seconda parte dell’incontro: arredata da cartelli preparati – riciclando la carta dei giornali – da un gruppo di ragazzi di Santa Maria Nuova, ciascuno per illustrare un diverso articolo della nostra carta costituzionale, che dovrebbe rappresentare il nostro punto di riferimento nell’impegnarci a rendere il paese migliore.

Un’iniziativa coraggiosa, generosa e bella, da una piccola amministrazione comunale capace di riconoscere – forse proprio per la sue dimensioni di piccola comunità – il valore di come l’amministrazione di un’altra comunità piccola come la loro cerca di affrontare in modo adeguato e dignitoso una situazione assai più grande, per sopperire alle carenze – e strumentalizzazioni – della grande politica.

° le altre FOTO della giornata

° altri articoli in questo blog sullo stesso argomento:
Il silenzio dell’Europa
“Di giorno guardavamo il sole e di notte le stelle”

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