FRAMMENTI DI BOSNIA

AJugoschegge e Frammenti di Bosnia.
Ieri sera io e Giacomo abbiamo avuto il piacere di partecipare all’inaugurazione della mostra fotografica del giovane fotoreporter Mathias Canapini, organizzata all’Infoshop di Fano (in via da Serravalle 16, vicino alla piazza), con la collaborazione dell’Associazione Mammut.

BCDE FGiovane fotoreporter nel senso pieno del termine: Matthias è nato nel ’92, l’anno dell’inizio dell’assedio a Sarajevo, e i suoi primi viaggi ha iniziato a farli soltanto lo scorso anno, seguendo la forte curiosità di andare a vedere cosa c’è davvero dall’altra parte del mare, e una volta arrivato cogliendo fin dal primo sguardo alcuni momenti semplici, ma essenziali, per iniziare a raccontare il paese e le sue storie.
Mathias ha cercato nella quotidianità dei gesti i ricordi di quella guerra.
Ecco allora la donna che legge un libro, si presume di preghiere, tra le lapidi di un cimitero; il bambino che sotto il ponte di Mostar gioca con una pistola ma la regge penzoloni, più per esibirla che per giocarci davvero; un uomo che cammina un po’ curvo tra la neve alta del viottolo di un paese remoto; un padre con la mano appoggiata sulla punta di una lapide, e via via le altre, dieci in tutto, che resteranno esposte fino a domenica 20. Dieci grandi foto in bianco e nero, quasi una citazione dei reportage di anni fa. Matthias è un ragazzo curioso, che gira: a ottobre l’abbiamo incontrato su alla diga del Vajont.

Oltre a Giacomo che ha accompagnato Matthias nel racconto delle sue foto, a me che ho parlato di Jugoschegge, e molti altri che sono intervenuti con le loro domande, Michela Pagnini della Sala della Pace di Fano ha letto alcune poesie e un brano toccante dal libro di Azra Nuefhendic, “Le stelle che stanno giù“, nel quale Azra racconta il 5 aprile 1992, il primo giorno di guerra a Sarajevo. Azra, che allora lavorava a Belgrado presso la tv di stato, rientra a Sarajevo insieme a una troupe televisiva svedese, attraversando strani posti di blocco, tra cannoni puntati dove non c’è nessun esercito a minacciare, e arriva in una Sarajevo ignara di trovarsi all’alba dell’assedio più lungo mai subito da una città.
H Eravamo un bel gruppo di persone, strette e quasi appollaiate in questo piccolo ma prezioso spazio. L’Infoshop è una vetrina e una sala per mostre gestita da Alternativa libertaria, Femminismi, Fano in transizione, Campagna Palestina solidarietà, Gruppo co-housing, Anarchici Valcesano.  La mostra  resterà esposta in questo week end, fino a domenica.

(vai al reportage e alle foto di Matthias)

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2 risposte a FRAMMENTI DI BOSNIA

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