“la fiera della domenica”

Tour abruzzese di Jugoschegge. Non solo Balcani, non solo la guerra che si è consumata negli anni Novanta, e non solo i problemi dei Balcani di oggi, ma anche un’opportunità per incontrare e parlare con persone che come noi s’interessano delle problematiche del mondo di oggi, non solo balcaniche ma di tutti noi. In questa situazione in cui – volendo usare con “disinvoltura” il senso tradizionale del  termine “balcanico” – ci stiamo tutti un po’ balcanizzando.

Tre serate diverse. Il 2 novembre a Pescara, alla “K & altre meraviglie”, una libreria giovane e di giovani attenti alle proprie nicchie di significato: quasi una conversazione tra amici, con persone che al tempo di quella guerra erano ancora bambini, e che in assenza di quella esperienza diretta vanno più facilmente a cogliere i significati più generali evocati da quelle vicende. Dal tema dell’etica nei servizi fotografici di guerra, a come poter sfuggire dal ruolo manipolatorio dei media,  ma anche tanti altri temi. Non mancava nemmeno, all’incontro, qualcuno che in  quei paesi ha viaggiato, anche se in anni più recenti. E’ incredibile come tanta gente continui a viaggiare nel Balcani e mantenga queste relazioni, che stimolano.

Il 3 invece eravamo a Vasto, alla 
Bottega del Commercio Equo e Solidale “Mondo Alegre”, sede dell’Arci di Vasto, con un gruppo più ampio ed eterogeneo, con interessi e approcci diversi tra cui anche attività di cooperazione e scambi sociali e culturali tuttora attivi, sia con alcune città della Bosnia che con altri paesi. Per ricordarci, insieme, che l’Italia non è un qualcosa di isolato ma vive immersa in un mondo più ampio, e questo confronto ci fa bene, ci aiuta ad aprire lo spazio dei nostri discorsi. Arricchisce i punti di riferimento del nostro agire.

Il 4 siamo stati ospiti, a Giulianova Alta, del
”Circolo Virtuoso Il nome della Rosa”, un circolo che funziona già da diversi anni. E’ qui che è venuto fuori in termini più espliciti il discorso della balcanizzazione, della crisi in Europa e nel nostro paese. Non ci sono mai conclusioni certe alla fine di queste discussioni, se non la consapevolezza di quanto sia importante mantenere una capacità critica di analisi e di lettura di quanto realmente accade attorno a noi, e di come sia importante evitare o cercare di evitare le trappole degli imbrogli.

Ho sintetizzato brutalmente 5 o 6 ore totali di discussione in queste poche righe. In realtà le varianti dei discorsi scambiati sono state molte di più, tante quanti gli stimoli proposti alla riflessione dal libro che proponiamo, che si sviluppa attorno ai due temi del “racconto della guerra” e dell’esperienza della “solidarietà dal basso”. Senza enfasi, ma con tranquilla disposizione all’autocritica (per evitare gli imbrogli di cui sopra).

Scendendo in Abruzzo abbiamo fatto una piccola sosta a L’Aquila. C’ero stato solo prima del terremoto e la ricordavo viva, piacevole, adagiata nelle pigrizie estive, bella della sua storia. M’ha lasciato una malinconia estrema. Forse, tutto il ferro dei bulloni e delle impalcature che sorreggono i palazzi del centro storico come in una camicia di forza, sono sufficienti per costruire più di una nave.  Mi diceva il gestore del bar all’angolo della piazza che sono oltre 1.400 i palazzi lesionati. Ci si riuscirà? Anche L’Aquila forse potrebbe essere considerato un angolo dei nostri Balcani.

Domenica 4, invece, risalendo la costa verso nord, abbiamo fatto sosta a San Vito Chietino, dove era in corso “la fiera della domenica” – artigianato artistico e agricoltura biologica – all’interno di un’area dismessa dalle ferrovie (“Zona 22”)  e occupata da un gruppo di giovani del posto, un po’ impazienti. Si tratta di un’area – se ho capito bene – che dovrebbe essere destinata alla realizzazione di un progetto di Via verde della Costa, con percorsi pedonali e ciclabili sul tracciato dell’ex ferrovia, che colleghi anche alcune oasi protette realizzate negli anni. Insomma, la vitalità in ogni caso non ci manca.
(tutte e tre le foto inserite nell’articolo le ho scattate alla “fiera della domenica”) 

Il prossimo appuntamento con Jugoschegge è al circolo Arci Babazuf di Castel di Lama (Ascoli Piceno) il prossimo sabato, il 17 novembre, alle ore 18.

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Informazioni su Tullio Bugari

https://tulliobugari.wordpress.com/
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