“Adesso continuiamo la guerra con la pace”

 
“Il ritorno è avvenuto solo sulla carta. La legge ha garantito i diritti, le proprietà sono state restituite ma sono molto pochi quelli che sono rimasti nelle proprietà che gli hanno restituito. Per lo più li hanno rivenduti per tornare a vivere dove erano rimasti 8, 9,10 anni dopo la guerra- Dobbiamo essere molto chiari e sapere che nessuno dei tre poteri che controllava i tre territori voleva il ritorno dei profughi, anche sadee aveva firmato l’annesso 7 al trattato di Dayton e avevano assunto questo obbligo. Ognuno voleva avere il controllo del proprio territorio e avere i propri elettori.  Mettere in pratica l’annesso 7 avrebbe significato far arrivare nei loro territori quelli che ci vivevano prima della guerra, che avrebbero votato in maniera differente. Quando la gente ha deciso di tornare, quelli che avevano case e proprietà private hanno dovuto affrontare diverse difficoltà, anche attacchi terroristici, per farli decidere di non ritornare o ripartire. i nostri politici quando hanno firmato gli accordi di Dayton… qualcuno di loro lo ha detto apertamente: adesso continuiamo la guerra con la pace, con mezzi diversi. In questo modo hanno prolungato l’agonia della Bosnia Erzegovina, così che venti anni dopo la guerra ancora noi discutiamo se la Bosnia Erzegovina si dividerà oppure no. dato che è praticamente divisa in tre parti etnicamente pulite.”
Vera Jovanovic, Comitato Helsinki per i diritti umani; tratto dal filmato “La strada del ritorno“, di Andrea Rossini.
 
Prendendo spunto da uno dei cartelli preparati da Mario Boccia per accompagnare la visita alla sua mostra “L’imbroglio etnico“, anch’io cerco sul sito della treccani un approfondimento sulla parola “etnia”, per riflettere sul linguaggio che usiamo tutti i giorni con una disinvoltura spesso superficiale, e prestare invece maggiore attenzione al significato delle cose che stanno dentro alle parole:
 
“Il gruppo etnico viene percepito nell’immaginario collettivo come un aggregato sociale omogeneo, i cui membri condividono una cultura, una storia, una lingua, un territorio, una religione ecc. e rivendicano per questo una identità comune. Molti studiosi (principalmente antropologi culturali e storici) hanno viceversa sottolineato il carattere arbitrario e costruito delle appartenenze etniche, evidenziando i fenomeni politici che sono alla base della nascita dei gruppi etnici. Più che una comune ‘sostanza’, gli appartenenti a un gruppo etnico condividerebbero una contrapposizione con altri gruppi etnici o nazionali”.   <http://www.treccani.it/enciclopedia/etnia/&gt;
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