Due passi a Barbiana


“A pedagogia vi chiederemo solo di Gianni. A italiano di raccontarci come avete fatto a scrivere questa bella lettera. A latino qualche parola antica che dice il vostro nonno. A geografia la vita dei contadini inglesi. A storia i motivi per cui i montanari scendono al piano. A scienze ci parlerete dei sormenti e ci direte il nome dell’albero che fa le ciliege.”

“Perché è solo la lingua che fa eguali. Eguale è chi sa esprimersi e intende l’espressione altrui. Che sia ricco o povero importa meno. Basta che parli.
Gli onorevoli costituenti credevano che si patisse la voglia di cucir budella o di scrivere ingegnere sulla carta intestata: “I capaci e meritevoli anche se privi di mezzi hanno diritto di raggiungere i gradi più alti  degli studi.” (art. 34 Costituzione).
Tentiamo invece di educare i ragazzi a più ambizione. Diventare sovrani! Altro che medico o ingegnere”

“Non c’era ricreazione. Non era vacanza nemmeno la domenica.  Nessuno di noi se ne dava gran pensiero perché il lavoro è peggio. Ma ogni borghese che capitava a farci visita faceva una polemica su questo punto.  Un professorone disse: “Lei reverendo non ha studiato pedagogia. Polianski dice che lo sport è per il ragazzo una necessità fisiopsico…”. Parlava senza guardarci. Chi insegna pedagogia all’università, i ragazzi non ha bisogno  di guardarli. Li sa tutti a mente come noi si sa le tabelline.  Finalmente andò via e Lucio che aveva 36 mucche  nella stalla disse: “La scuola sarà sempre meglio della merda”.

“Voi dite  d’aver bocciato i cretini e gli svogliati. Allora sostenete che Dio  fa nascere i cretini e gli svogliati nelle case dei poveri. Ma Dio non fa questi dispetti ai poveri. E’ più facile che i dispettosi siate voi.
Alla Costituente chi sostenne la teoria delle differenze di nascita fu un fascista: “L’on. Mastoianni riferendosi alla parola obbligatorio osserva che ci sono alunni che dimostrano una insufficienza di carattere organico a frequentare le scuole.”
Anche un preside di scuola media ha scritto: “La Costituzione purtroppo non può garantire a tutti i ragazzi eguale sviluppo mentale, eguale attitudine allo studio”. Ma del suo  figliolo non lo direbbe mai.  Non gli farà finire le medie? Lo manderà a zappare? Mi han detto che queste cose succedono nella Cina di Mao. Ma sarà vero? Anche i signori hanno i loro ragazzi difficili. Ma li mandano avanti.
Solo i figlioli degli altri qualche volta paiono cretini. I nostri no. Standogli accanto ci si accorge che non sono. E neppure svogliati. O per lo meno sentiamo che sarà un momento, che gli passerà, che ci deve essere un rimedio. Allora è più onesto dire che tutti i ragazzi nascono eguali e se in seguito non lo sono più, è colpa nostra e dobbiamo rimediare.
E’ esattamente quello che dice la Costituzione quando parla di Gianni: “Tutti i cittadini sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di razza, lingua, condizioni personali e sociali. E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese” (Art. 3).

QUESTO LIBRO NON E’ SCRITTO PER GLI INSEGNANTI, MA PER I GENITORI. E’ UN INVITO A ORGANIZZARSI.

I CARE – Citazioni tratte da  LETTERA A UNA PROFESSORESSA, Scuola di Barbiana (Libreria Editrice Fiorentina, 1971)

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Informazioni su Tullio Bugari

https://tulliobugari.wordpress.com/
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Una risposta a Due passi a Barbiana

  1. esercizidipensiero ha detto:

    grazie per queste parole Tullio.

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