GIVE PEACE A CHANCE

11541  SARAJEVO RED LINE / SARAJEVSKA CRVENA LINIJA

Give Peace a Chance, questa la canzone scelta e cantata da una folla di ragazzi, distribuiti in piedi in mezzo alle sedie rosse, vuote, ordinate in fila lungo la Maršala Tita, nel centro di Sarajevo, per commemorare le 11.541 vittime di quasi quattro anni d’assedio, dal 6 aprile 1992. Circa un chilometro di sedie. Nel tratto centrale, diverse centinaia di sedie da bambino. A rappresentare e simboleggiare la città che non c’è più. Qual è il modo più appropriato per ricordare una guerra? Per paura di una retorica fine a se stessa, ogni parola mi sembra troppo, e al tempo stesso troppo poco.
Ne uso qualcuna in prestito, tra quelle ascoltate, o lette in questi giorni.
Il giornalista Piero Del Giudice, nel presentare “Sarajevo, il libro dell’assedio” – che raccoglie gli scrittori Karahasan, Kulenovic, Sarajlic, Sidran, Vesovic e le foto di Krstnovic – diceva che la guerra è stata persa ed è stata vinta. Persa per il suo esito, e vinta per l’idealità multiculturale, che ha resistito o cerca ancora di resistere.
Lo scrittore Paolo Rumiz – su la Repubblica del 5 aprile – scrive che allora “iniziava non una guerra ma un imbroglio voluto da una cricca di politici ladri, e che quanto accadeva nei Balcani non era una cosa balcanica ma europea. La dimostrazione che qualsiasi potere cerca  di trasformare in scontro etnico  quello che altrimenti sarebbe  un confronto politico-sociale che lo spazzerebbe via.”
Le sedie vuote e la città. Temevo una ventata di retorica e invece m’è sembrata una scenografia appropriata. Con la città attorno e tanta gente che cercava la propria sedia per mettervi un fiore. O scattarsi una fotografia. Migliaia e migliaia di fotografie: è forse, anche questo, una specie di nuovo rito contemporaneo, per assimilare e condividere un evento?
Certo, guardando tutta quella gente mi sono anche chiesto: ‘quale città?’, sapendo che molti, troppi, allora se ne sono andati o dovuti andare, portando via con sé lo spirito della città di allora, e non sono più tornati. Altri sono restati, o nel frattempo sono arrivati… c’è molto, ancora, da capire. Avevo pensato di scrivere chissà quante cose ma per il momento preferisco fermarmi e inserire un po’ di foto, tra le tante che anch’io ho scattato in questi giorni.

Il tunnel sotto la pista dell’aeroporto

Vedran Smailovic, il violoncellista di Sarajevo

“Sarajevo, il libro dell’assedio”
 Piero del Giudice

Abdulah Sidran

Dževad Karahasan

Marko Vešović, Dževad Karahasan e Abdulah Sidran

Il fotografo Danilo Krstanovic

ALTRE FOTO

www.jugoschegge.it

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Informazioni su Tullio Bugari

https://tulliobugari.wordpress.com/
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2 risposte a GIVE PEACE A CHANCE

  1. esercizidipensiero ha detto:

    grazie per queste foto.

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  2. Tullio Bugari ha detto:

    Incredibile. Il fotografo sarajevese Danilo Krstanovic è morto improvvisamente il 12 maggio. “L’ultima volta che ci siamo visti – scrive il suo amico Piero Del Giudice – è stato nell’Historijski Muzej Bosne i Hercegovine, il 5 aprile, alla comune presentazione – con Dževad Karahasan, Abdulah Sidran e Marko Vešović – , nel 20mo dell’assedio, di Sarajevo, knjiga opsade.”; c’ero anch’io quel giorno, le foto qui sopra le ho scattate proprio in quellaoccasione e poi più tardi, chiacchierando e bevendo insieme un aperitivo, ho anche raccolto l’autografo di Danilo e degli altri, sul libro che avevano appena presentato: “Sarajevo, il libro dell’assedio”.

    http://www.balcanicaucaso.org/aree/Bosnia-Erzegovina/Per-Danilo-Krstanovic-117121

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