M’illumino di meno: Jugoschegge al Corto Maltese

Venerdì sera JUGOSCHEGGE al Circolo Arci Corto Maltese di Fabriano.  Serata al lume di candela, in occasione della giornata M’ILLUMINO DI MENO, alla quale il circolo aderisce già da quattro anni. Il tutto all’ora dell’aperitivo, nello spirito di una nostrana “Bosanska Kafa”, per sentirsi comodi, a proprio agio e in compagnia. Come in tutte le altre occasioni siamo stati accompagnati dalle musiche di Cesare Sampaolesi.
La conversazione è stata guidata dalle letture di Alessandro Cartoni, che ha scelto una testimonianza molto delicata e intensa di Mario Boccia – il racconto della foto che vedete qui accanto e che potete leggere anche sull’Osservatorio dei Balcani -, una riflessione di Paolo Rumiz, sui pericoli e sui paradossi di balcanizzazione che possono attraversare anche il nostro paese, e un brano di Ennio Remondino, che ha stimolato la discussione sulle “bugie della guerra”, nella quale certe volte ciò che viene scritto sulle veline di un’agenzia localizzata lontano nello spazio può comunque diventare una “verità” perfino maggiore e contro la testimonianza di chi è presente sul posto.  Contro l’evidenza.
Luci soffuse e niente energia elettrica. Una pila ecologica illuminava le pagine che Alessandro doveva leggere.
Al posto della proiezione delle foto contenute nel libro, abbiamo esposto nel locale una piccola mostra con le stampe delle stesse foto a farci da cornice. Immagini di Mostar e Sarajevo a confronto, gli stessi edifici ripresi durate gli anni di guerra e di nuovo alcuni mesi fa.
Fabriano ci ha permesso anche di ricordare un’iniziativa di solidarietà organizzata più o meno nel 1994, un concerto di Daniele Sepe promosso dagli animatori di allora dello stesso circolo Corto Maltese, che consentì di aiutare due bambini, un fratello e una sorella rimasti orfani per colpa della guerra, ad evitare l’orfanatrofio. Poi andammo a trovarli, in un villaggio nei pressi di Mostar, dove vivevano con alcuni parenti. Ma allora furono molti anche i profughi di Bosnia ospitati a Fabriano e nei dintorni.
Tre anni dopo quel concerto la situazione si rovesciò, col terremoto del 1997.  La rete di solidarietà, dal basso, nata per la Bosnia, era ancora ben attiva e in pochissimo tempo fu in grado di raccogliere una discreta somma che riuscimmo a far arrivare nella frazione di Cupo, sopra Fabriano, dove grazie ad un tecnico del Comune, non fuggito ma rimasto in zona  per coordinare, fu impiegata per realizzare una lavanderia nel villaggio di emergenza sorto a fianco del vecchio paese evacuato. Avevamo già sperimentato in Bosnia quanto può essere utile una lavanderia, quando tutto il resto è ridotto a emergenza.
Piccoli episodi tra i tanti, dal basso, che meritano d’essere ricordati.
Il prossimo appuntamento con Jugoschegge è a Pergola, sull’appennino pesarese, sabato 25 febbraio, alle ore 18, presso “Squola, Spazio Pubblico Autogestito”, via Vittorio Arrigoni 1 (traversa di via Nicoletti): dopo la “nostrana kafa” del Corto Maltese, qui è prevista una vera “cena balkanica”.

P.S. Pardon. Il dopo neve è altrettanto duro della neve, ci vuole tempo per riparare i danni. L’incontro di Pergola è di nuovo rinviato. A presto !

www.jugoschegge.it

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Informazioni su Tullio Bugari

https://tulliobugari.wordpress.com/
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