Parlando di Jugoschegge (e raccogliendo pensieri)

Di solito – mi pare – si scrivono articoli su un blog e dopo si lanciano – come bottiglie in mare – in rete o su FB. Io qui faccio il contrario, raccolgo le mie bottiglie e le rimetto in fila per non disperderle, come pensieri da collezionare. Sono brevi riflessioni a caldo sugli incontri di presentazione di Jugoschegge; mancano – solo perché non avevo ancora pensato di “obbligarmi” ogni volta a raccogliere i miei pensieri – le note sul primo incontro “ufficiale” al circolo arci Onstage di Castelfidardo, con il giornalista e amico Ennio Remondino, con il quale eravamo già stati in compagnia il 1° settembre a Adriatico Mediterraneo, ad Ancona, allora per presentare il suo libro “Niente di vero sul fronte occidentale: le bugie della guerra”.  www.jugoschegge.it

8 dicembre – Jugoschegge. Ieri sera nuova chiacchierata tra amici alla biblioteca di Camerano. Alcuni avevano condiviso con noi le esperienze di solidarietà di allora. Può essere adatto per loro quanto dice Luca Rastello, in apertura al capitolo a lui dedicato nel ns libro: “La guerra di Jugoslavia ha avuto un impatto fortissimo su di me, mi ha assorbito in modo totalizzante. Però io avevo alle spalle una formazione politica d’intervento civile già strutturata, a differenza di un’intera generazione, quella dell’attuale movimento new global e ancora attiva nel terzo settore e nel sociale. Parlo dei quarantenni di oggi, che hanno formato la propria identità civile direttamente su quell’esperienza, realizzando tra il 1992 e il 1995 settecentomila contatti tra l’Italia e la Bosnia Erzegovina, un capitale sociale enorme. E’ impressionante come una contingenza storica specifica quale la guerra di Jugoslavia sia stata così ‘orientante’.”    
Impostata la serata con questo spirito, si è scivolati più volte a parlare in realtà del nostro precedente libro sull’argomento, Izbjeglice/Rifugiati, e delle storie allora raccolte dall’interno della guerra, di quelle testimonianze, dell’importanza dell’ascolto senza distorcere o strumentalizzare, ma “solo” per consentire al “non detto” – al “non raccontabile” se non al prezzo di risvegliare dolorose esperienze – di potersi esprimere e parlare agli altri.  Il prossimo appuntamento con Jugoschegge è domenica 11 alle ore 18.00, a Cento (FE), alla Sala Zarri del Palazzo Comunale in Via Marcello Provenzali, 15; ci accompagnano Cesare Sampaolesi alla chitarra, colonna sonora del video che raccoglie le foto del libro, e Raoul Melotto che leggerà alcuni brani.

4 dicembre – Dopo l’anteprima al circolo Equo Bio di Ancona, la prima uscita “ufficiale” in compagnia di Ennio Remondino al circolo Arci On stage di Castelfidardo, l’interessante incontro con gli studenti del Liceo Scientifico di Jesi, venerdì sera il quarto incontro, questa volta organizzato dal Circolo Letterario presso la biblioteca comunale di Chiaravalle, con la collaborazione del circolo Arci Molinelli di Chiaravalle.  Una ventina di amici o poco più, tra meno giovani, già adulti all’epoca della guerra, e più giovani, nati a ridosso o durante quella guerra ma che in qualche caso avevano ugualmente fatto in tempo a partecipare a qualcuna delle esperienze di solidarietà e di contatto con realtà della ex Jugoslavia, che in questi anni hanno continuato a svilupparsi.  Francesca Baldini del Circolo Letterario si è alternata con noi scegliendo e leggendo alcuni brani di Mario Boccia e di Paolo Rumiz. Abbiamo chiacchierato in lungo e largo, riscoprendo la complessità degli avvenimenti storici e la necessità di affrontarli senza superficialità o sotto la suggestione di mode fuggevoli, ma con la curiosità, i dubbi necessari, la consapevolezza che non si sta parlando di qualcosa di remoto o lontano, più o meno dimenticato o da dimenticare, ma di un aspetto dell’attualità che meriterebbe maggiore attenzione, che ancora ci è vicino e interagisce insieme a noi dentro a questa situazione europea e mediterranea, così in movimento, ultimamente.  Un po’ come dice lo scrittore Paolo Rumiz, nel capitolo a lui dedicato nel nostro libro: “Io ho vissuto la guerra di Jugoslavia come la prova generale di una balcanizzazione molto più ampia, che ritengo stia oggi interessando anche l’Italia e l’intera Europa.”   Il prossimo appuntamento con Jugoschegge è a CAMERANO, Mercoledì 7 Dicembre alle ore 21.00 presso la Biblioteca Comunale ”Baden Powell”, in Piazza Santa Apollinare. Se volete organizzare presentazioni del libro, o anche soltanto ordinare il libro, potete contattarci attraverso il nostro sito.

28 novembre – JUGOSCHEGGE. Questa mattina incontro con i ragazzi delle classi quinte del liceo scientifico di Jesi; avevano appena visto il film “uomini contro” (lo ricordate? Un film del ’70 di Rosi, con Gian Maria Volonté, tratto liberamente dal libro di Emilio Lussu “Un anno sull’altipiano”); poi i ragazzi sono stati bloccati nell’aula magna come nel cineforum di Fantozzi, per parlare con me. Sono partito da alcune loro domande, sulla differenza tra la Grande guerra (forse l’ultima in cui a morire erano soprattutto i soldati) e quella di Jugoslavia e delle guerre di oggi (dove a morire sono soprattutto i civili); poi mi hanno chiesto soprattutto in che modo ha avuto inizio questa guerra, iniziata venti anni fa quando loro non erano ancora nati: informazioni sul contesto storico, cosa c’era prima, perché è accaduto? E se anche in questa guerra, come in altre, ci sono gruppi che ne approfittano per arricchirsi, come avevano appena visto dal film, con gli speculatori delle forniture militari scadenti, in quel caso a danno dei soldati mandati al macello. E dagli speculatori ai gruppi criminali e mafiosi il passo è breve. E altre cose ancora. Mi sembra che hanno seguito con interesse, e spero con qualche curiosità o dubbio in più, da approfondire. Peccato per il tempo, stretto e veloce: di tante cose s’è potuto solo accennare, il passaggio storico dai blocchi est ovest, l’allargarsi negli ultimi venti anni delle frontiere europee verso est, il nuovo “dinamismo” in atto in tutta l’area mediterranea (tra l’altro a cento anni esatti dal primo intervento italiano in Libia, seguito poi dalle guerre balcaniche e subito dopo dalla grande guerra, come un ciclo che ritorna). Chissà se ci saranno altre occasioni più calme per tornare a discutere con i ragazzi di queste cose, e chissà in che modo i ragazzi tratteranno questi argomenti nel loro programma di storia? 
Il prossimo appuntamento con JUGOSCHEGGE è venerdì prossimo alla biblioteca comunale di Chiaravalle, alle ore 21. http://circololetterario.wordpress.com/

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Informazioni su Tullio Bugari

https://tulliobugari.wordpress.com/
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